Infografica: Sistema Idrico Nazionale. Perdite di rete e costo dell’acqua.
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Il “ponte solare” sul Tamigi
viaIl “ponte solare” sul Tamigi.
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Recentemente, riprendendo una frase di Ernest Dichter,, ho pensato di parlare di motivazioni di acquisto, argomento assolutamente non trascurabile evidentemente, dato che la comprensione dei percorsi di scelta dell’individuo è elemento fondamentale per qualunque impresa.
Nella casa nuova era già installata [prevista dal capitolato] la parabola per visionare i canali satellitari e qualche giorno fa facendo zapping tra gli oltre 1500 canali disponibili ho verificato come molti di questi siano dedicati alla promozione delle linee telefoniche erotiche scomparse dagli schermi della televisione analogica in seguito ad una legge relativamente recente che di fatto ne proibisce la programmazione.
Il porno è da sempre precursore dei tempi.
L’apertura di nuovi canali distributivi, prima con le videocassette in edicola, oggi con la ricca offerta sulle reti di telefonia mobile, e la costante ricerca di innovazione complessiva del settore possono [al di là di gusti e moralismi individuali] essere d’insegnamento per molti altri settori e segmenti di mercato.In particolare, sono rimasto “affascinato” [non pensate male, vi prego] dalle tipologie di offerta di queste “hot line” che non solo hanno trovato il modo di bipassare i blocchi alle linee telefoniche ma hanno ulteriormente ampliato l’offerta nonostante la concorrenza che attraverso il web ha avuto luogo.
Per ogni linea telefonica dedicata sono indicati [tralasciando i più espliciti] i diversi servizi offerti, esistono veri e propri prodotti e linee di prodotto.
Ecco dunque che esistono diverse categorie:
- Categoria/Linea di prodotto “Donne”: donne mature, donne grasse, donne mature vogliose
- Categoria/Linea di prodotto “Casalinghe”: casalinghe vogliose, calde casalinghe, casalinghe 40enni
- Categoria/Linea di prodotto “Anziane”: anziane maliziose, anziane casalinghe [che strizza l'occhio anche alla precedete "categoria"], anziane porcone
ed anche diversi prodotti che vanno dalle studentesse ai trans dotati passando per le porcone svizzere [questo ad onor del vero è quello che maggiormente mi ha incuriosito ipotizzando che non si tratti di hamburger di maiale] e grasse & tettone sino ad arrivare all’ottimistico top model calde & disponibili.
Sorridere al riguardo è ovviamente lecito ma induce ad una domanda ed alla relativa riflessione che inevitabilmente ne deve seguire.Se sono state create queste offerte, che vista la numerosità e la persistenza nel tempo devono evidentemente attrarre un numero cospicuo di persone, è perché – come risaputo – esistono gusti e preferenze diversi.
Stiamo dunque parlando di personalizzazione e marketing one to one.
Se il prodotto/servizio è immateriale poiché virtuale, come e cosa produce pulsioni d’acquisto relativamente a ciascuna delle offerte?
Stiamo parlando dunque di psicologia di marketing e di leve persuasive.
Nel tentativo di approfondire entrambi gli aspetti che, come spero risulti evidente, al di là dell’oggetto specifico sono di interesse generale, sono anche andato a consultare uno dei testi che non possono mancare nella libreria di chi si occupa di marketing e comunicazione dal quale è presa l’immagine sottostante.



[Fonte]
Sembrerebbe dunque che, così come era stato raffigurato anche nel tentativo di identificare i principali driver dell’influenza, sugli elementi cognitivo – razionali prevalgano i fattori affettivo – emozionali che agiscono a livello subconscio ed inconscio sia per beni e servizi di basso che di elevato valore unitario di acquisto.
Potrebbero anche così spiegarsi le recenti variazioni del paniere Istat riportate dai maggiori quotidiani nazionali nei giorni scorsi. L’introduzione infatti di beni quali Insalata in confezione, Navigatore satellitare, Giochi elettronici per console ed altro ancora, inseriti poiché sempre più presenti nei consumi delle famiglie italiane,in apparente contraddizione con la perdita di potere d’acquisto e la conclamata “crisi della terza settimana” potrebbere essere motivata grazie ad elementi non cognitivisti e razionali.
Ho cercato, ancora una volta, di sintetizzare l’attuale stato dell’arte sul comportamento del consumatore & sulle leve motivazionali e persuasive di acquisto integrandovi alcune mie personali riflessioni e considerazioni.
L’obiettivo, oltre a fornire un servizio a chi non è familiare con queste tematiche, è di ampliare il confronto ed il dibattito sul tema al fine di raccogliere collaborazioni e contributi di costruzione all’ evoluzione ed all’innovazione di marketing.
Oltre ai contributi dello “zoccolo duro” dei collavoratori di Marketing Agorà mi piacerebbe se potessero fornire la loro opinione e visione sul tema, in ordine sparso:
- Maurizio Goetz – Gianluca Diegoli – Lorenzo Biscontin – Marco Massarotto – Gianandrea Facchini – KTTB – Marcello Cividini – Dr Who – Roldano De Persio – Luca De Fino – Matteo Balzani – Luca Mecca – Valeria Maltoni – Roberto Venturini – Matteo Matteo – Claudio Iacovelli – Simone Lovati ……………..tutti coloro che vorranno fornire un loro contributo [tag: leve persuasive].
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Il nome Garosci ha richiamato alla mia memoria i tempi in cui uno dei key account della Star veniva a chiedermi “i contributi” per l’inserimento o le promozioni dei prodotti di cui era co-responsabile all’interno del gruppo distributivo in questione.
Sarà stata la vena nostalgica del ricordo dei “bei tempi andati” o forse l’accattivante copertina o forse ancora la razionalizzazione dei titoli della mia libreria seguita al recente trasloco che ha creato spazi per la sistemazione di nuovi volumi ad indurmi all acquisto di “C’era una volta il supermarket…… e c’è ancora” , difficile dir[se]lo. Di fatto ho recentemente proceduto all’ acquisto incauto del predetto volume.
Il sottotitolo ["Cinquant'anni di supermercati in Italia: Sociologia dei consumi che cambiano"] e la lettura dell’indice sapientemente costruito con titoli dei capitoli quali “ << Just in Time >>. Dai container ai << mall >> : una singolare similitudine” o “Una proposta per il futuro all’insegna del << glocal >>” non traggano in inganno il potenziale lettore/acquirente, trattasi esclusivamente di una sapiente operazione di marketing editoriale, nella sua accezione negativa, priva di qualsiasi valore e rilievo.
La pubblicazione si articola in tre parti.
La prima, realizzata da Franco Fava, “Verso il commercio moderno” vorrebbe tracciare una panoramica della storia della grande distribuzione alimentare in Italia dal 1957 ad oggi e avrebbe l’ambizione di proporne gli sviluppi futuri. Il condizionale è d’obbligo poiché la superficialità e l’approssimazione delle 64 pagine risulta utile esclusivamente a coloro che non abbiano mai risieduto ed operato professionalmente nel nostro paese o, nella migliore delle ipotesi, per ricordare a titolo di curiosità che Upim sta per Unico Prezzo Italiano Milano.
La seconda e terza parte, redatte invece da Riccardo Garosci, sono il legittimo, ma insignificante per il lettore, atto di orgoglio nostalgico dell’autore sulla storia e le evoluzioni aziendali del gruppo Garosci. Una ricerca sul web assolve più rapidamente ed economicamente al medesimo obiettivo.
Anche il ranking delle prime 100 aziende distributive del mondo inserito nel libro è relativo al 2005 e manca di attualità e contenuto come tutto il resto del volume.
Unico dato d’interesse per chi non è aggiornato sul tema operando, voglio supporre, in altri ambiti, sono le quote percentuali delle vendite dei format moderni del settore alimentare e assimilati [grocery]:
| Self service & Superettes: mq. 100 – 399 | 17% |
| Supermercati medi: mq. 400 – 1499 | 31% |
| Supermercati grandi – Superstores: mq. 1500 – 2500 | 11% |
| Ipermercati: mq. 2500 – 4999 | 12% |
| Grandi superfici: oltre i 5000 mq. | 16% |
| Discounts | 10% |
| Altri | 3% |
| Totale | 100 |
[Fonte: Istituto Europeo per il Mercato - I.E.M. 2007]
Ora potete davvero fare a meno di acquistare il libro e destinare i 19 euro del prezzo di copertina ad altro.
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