Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi

Quello che ancora pochi anni fa era riservato agli usi strettamentte professionali è entrato in maniera illimitata nella sfera privata, la tecnologia che riguardava soprattutto le élite sociali ha conquistato tutta la società, compresi gli anziani. Gestire il conto corrente bancario, prenotare un viaggio, cercare e scaricare video e musica, informarsi, tutto si può fare con un clic. Internet dà capacità ineguagliabili di raggiungere il destinatario, di affinare e di personalizzare il messaggio, di misurarne subito l’efficacia.

Ma quelli che stanno subendo la maggiore pressione competitiva e saranno colpiti di più prossimamente saranno gli editori della carta stampata, della televisione, dei media tradizionali, destinati a perdere audience di fronte  all’incalzare dei motori di ricerca, dei portali e dei siti partecipativi, che hanno dimensioni mondiali  e sono dotati di grandi risorse finanziarie.

Chi scrive tutto ciò non possiede piattaforme informatiche, non produce applicativi, non è un Net-maniaco. Al contrario, è stata per molti anni direttore della pubblicità del quotidiano “Libération” ed è adesso alla testa della società di consulenza Aegis Media France. Marie Laure Sauty de Chalon spiega perchè i media tradizionali perderanno presto audience e influenza in “Médias, votre public n’est plus dans la salle“, Nouveaux débats publics, Paris, 2007.

Sulla punta dei  mouse blogger anonimi stanno per diventare leader d’opinione. Come reagiranno i media tradizionali quando perderanno le loro posizioni di rendita, legate all’equazione più lettori abituali = più pubblicità? Saranno in condizione di sedurre ogni giorno il loro pubblico per reggere al confronto con i  cybercittadini, giovani e più anziani, che usano e abusano delle nuove tecnologie?

Il primo problema da risolvere sarà quello del gettito pubblicitario. Ogni lettore oggi vale 10 euro per lo spazio venduto. I ricavi della stampa mondiale, 265 miliardi di euro, prevengono per il 65% dalla pubblicità e la televisione, che ha un giro d’affari di 220 miliardi di dollari, trae il 70% dai messaggi commerciali. Andare su Internet, come i media tradizionali stanno già facendo, non basterà. L’internauta procaccia un decimo di quello che apporta il lettore o il telespettatore.

Bisognerà rimodellare il paesaggio, accelerare e sviluppare nella convergenza tecnologica la lenta marcia forzata dei media mainstream. Radio, televisione, telefonino e computer sono destinati a integrarsi e a competere, a richiedere una flessibilità comunicativa, secondo logiche di trasparenza delle fonti e delle forme dei messaggi giornalistici.

La Rete cambierà completamente i rapporti tra quelli che scrivono e i loro interlocutori e provocherà nuove architetture di comunicazione, di massa, in quanto frutto di combinazioni alternative di media e network sociali diffusi.

Senza nessun pessimismo Sauty de Chalon ritiene che la carta stampata e la televisione ce la faranno a cambiare se potranno contare sul miglioramento continuo dei loro prodotti redazionali e comunicheranno in modo congruente alle attese dei clienti.

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[ Fonte ]

2 Risposte

  1. […] come avrete capito, i mediasauri confermano anche sotto questo profilo che gli spazi e gli ambiti di miglioramento sono davvero […]

  2. il futuro e’ online e la competizione sara’ sul tempo reale, gli aggiornameti, li’ e’ la vera differenza.

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