Web Voyager : Digital Culture – ti6connesso ?

I ragazzi di oggi nascono e crescono insieme ad Internet e al cellulare, e le nuove tecnologie fanno parte della loro quotidianità. Si prendono e si lasciano tramite SMS o chat, cercano informazioni in Internet su amicizia, affetti e sesso, perdono la cognizione del tempo ricordandosi di mangiare perché il gioco sullo schermo ogni tanto li avvisa, si creano vite parallele in giochi di realtà virtuale come Second Life.

Internet e cellulari rappresentano oggi un nuovo modo di comunicare con gli altri e alimentano un mondo di relazioni, di emozioni, di scambio di informazioni e di apprendimento. Un mondo che offre opportunità di crescita senza precedenti.

home page : T6Connesso ?

Abstract : Probabilmente sai già tutto sul tuo cellulare e su Internet, e le nuove tecnologie sono il tuo pane quotidiano. Ma 6 anche sicuro di saperle usare al meglio? Prova a dare un’occhiata a questo sito: abbiamo raccolto un po’ di consigli e qualche trucco per farti evitare i rischi che, a volte, non si riescono a vedere nemmeno con la webcam…

Questo sito del Ministero delle Comunicazioni nasce in collaborazione con Save the Children Italia come frutto dell’interesse comune verso i giovani internauti.

Considerando l’ampio uso che i giovani fanno di internet e cellulari, il Ministero delle Comunicazioni, nell’ambito delle proprie politiche rivolte alla tutela dei minori, intende avvicinarsi alla quotidianità dei ragazzi con uno strumento pratico ed utile.

Queste pagine si rivolgono a tutti i ragazzi, agli adulti coinvolti nella loro tutela (genitori ed insegnanti) e a tutti quelli che desiderano esplorare le potenzialità delle nuove tecnologie in sicurezza evitando di incorrere in sgradevoli inconvenienti.

Il sito offre spunti di riflessione e informazioni necessarie ad una navigazione sicura, che non poggi solo sugli strumenti tecnici per proteggere i computer, ma anche e soprattutto sulla consapevolezza di chi usa le nuove tecnologie rispetto alle proprie modalità e motivazioni di utilizzo.

Save the Children Italia ha curato tutti i contenuti del sito in base al suo impegno e alla sua esperienza pluriennale sul campo con i ragazzi in materia di minori e nuove tecnologie.

Save the Children è la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini. Esiste dal 1919 e opera in oltre 120 paesi del mondo con una rete di 28 organizzazioni nazionali e un ufficio di coordinamento internazionale: la International Save the Children Alliance, con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

logo ti6connesso.it

logo credit : ti6connesso.it

Partners : Ministero delle Comunicazioni | Save the Children Italia (ONLUS)

[via : italia.gov ]

Web Voyager : Blog Evolutions … the story is true !

Come constatato nei precedenti articoli in categoria Web Voyager 

Non è difficile lasciarsi sedurre dal mondo dei weblog. Consentono di presentare online le proprie idee, pubblicare articoli, messaggi, storie personali, fotografie e di stringere relazioni con altri blogger [autori].

Giornalisti, scrittori, blogger, ricercatori, docenti o studenti, aziende e chiunque voglia trasformare un documento/scritto in una pubblicazione sul web, troverà in questa tecnologia la massima espressione della propria creatività.

Malgrado opinioni pro/contro [ in molti casi espresse da nostalgici pionieri del web 1.0 ] i weblog offrono realmente nuove opportunità per comunicare in Rete.

Voi siete pronti?

Come affrontare la costruzione di un weblog !!!

le consuetudini standardizzate e consolidate nel tempo e le evoluzioni : tecnologie digitali, web service, web standards, accessibility, microformati, RDF, semantic web … and more

Questi sono i temi che andrò a trattare prossimamente su Marketing Agorà … un viaggio o meglio una utopia da affrontare/sviluppare insieme !

Mi interesso di : internet, web technologies, web project management, web standards, accessibility, usability, semantic web …

sono socio IWA [ International Webmasters Association ]

questo non certifica la mia competenza ma attesta che mi sono impegnato a seguire i principi etico-professionali definiti come standard internazionale da IWA.

Non sono un GURU … anzi, mi definisco un eterno “neofita” e la unica causa che abbraccio è il sogno di un uomo e di chi come lui ha il diritto di vivere internet senza barriere, un caro amico – Francesco Grossi [ blogger ipovedente ] – con cui collaboro attivamente al suo progetto zonex [ la Realtà, purtroppo, ognuno la percepisce a modo suo! ]

Questo vuole essere un message in a bottle sia per i privati che per aziende … [ carpe diem ] perchè come ho avuto molte volte l’occasione di sottolineare :

“realizzare ed utilizzare in modo consapevole un blog professionale significa segnare la differenza tra fare comunicazione online e subirla” .

stay tuned !

Web Voyager : WWW-World Wide Web and W3C-W3 Consortium

È in Svizzera, e precisamente al CERN  di Ginevra, che in Europa viene studiata l’origine dell’Universo.

In questo celebre centro di ricerca europeo, nasce anche il World Wide Web.

Era il 1989, quando Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, due ricercatori del Robert Cailliau Cern, proposero un metodo più semplice e veloce per scambiare informazioni con altri ricercatori. [The first community].

I ricercatori erano assidui utilizzatori di computer, conoscevano bene gli strumenti elettronici ed altrettanto sapevano servirsi adeguatamente di questi strumenti.

C’era bisogno di un sistema che non fosse legato ad un solo costruttore. E quindi non sarebbe stato possibile crearlo in una società commerciale perché sarebbe stato un sistema privato e quindi non aperto a tutti !

Nel 1990 nascono le prime applicazioni standard e poco dopo è -EXPLOSION- nasce il Web, il sistema di gestione delle informazioni che ha reso Internet un fenomeno mondiale.

WWW – World Wide Web

A partire dal 92′-93′, racconta Tim Berners Lee :

“abbiamo cercato delle collaborazioni all’esterno. Innanzitutto abbiamo stretto collaborazioni con la Commissione Europea – che è legata anche all’industria europea.

Poi abbiamo pensato che fosse necessario fare un consorzio per essere sicuri che lo standard del Web fosse salvaguardato dagli attacchi di una gestione dall’alto.

Questo consorzio era bene che fosse fatto là dove c’era la più grande attività su Internet, negli Stati Uniti. Così abbiamo stretto una collaborazione tra il CERN e il MIT“.

W3C : W3 Consortium

Il W3C è un consorzio che unisce esperti nel campo informatico per creare il Web del futuro. In questa struttura vengono ideati i formati che faranno funzionare Internet nei prossimi anni. Più semplicemente, viene creata l’architettura della Rete.

Attraverso un sistema client-server, ove un programma server fornisce a richiesta pagine ipertestuali ai clients, fu possibile creare una rete mondiale per la comunicazione e trasmissione dati.

Protocolli di trasferimento :  l’ HTTP [ Hypertext Transfer Protocol ], un protocollo che veicola semplici richieste testuali e viaggia su TCP/IP [ Transmission Control Protocol/Internet Protocol ].

Il linguaggio in cui sono codificati i documenti trasmessi e’ l’HTML [ Hypertext Markup Language ], un formato di pagine testuali, entro cui sono inseriti marcatori [Tags] che specificano le funzioni logiche delle parti del testo.

E’ il 25 maggio 1994 quando a Ginevra si tiene la prima conferenza mondiale sul WWW. La seconda si terrà a Chicago nell’ottobre dello stesso anno. Da quegli incontri si getta la base per il W3 Consortium, noto come W3C, la cui prima riunione è del dicembre del ’94.

Il consorzio W3C sviluppa tecnologie che garantiscono l’interoperabilità [specifiche, guidelines, software e applicazioni] per guidare il World Wide Web fino al massimo del suo potenziale agendo da forum di informazioni, comunicazioni e attività comuni.[maggiori approfondimenti  – W3C Italia].

A volerlo è proprio lo stesso Tim Berners Lee allo scopo di garantire uno sviluppo pubblico universale e aperto delle tecnologie Web e per sottrarre la Rete alla gestione delle grandi aziende.

Tim Berners Lee - Net Neutrality

Tim Berners Lee : Talk about Net Neutrality [Video]

To be continued …

Web Voyager : UNIVAC l – il Computer che ha iniziato tutto

Quanto è vecchio il primo computer commerciale diverso da una banale macchina calcolatrice?

Ha più di cinquant’anni! La famiglia UNIVAC, infatti, debuttò nel marzo 1951 con l’UNIVAC I, che doveva essere il primo computer commerciale [ossia acquistabile] mai esistito. Si guadagnò popolarità  perchè riuscì per conto della rete televisiva CBS, a prevedere con esattezza l’esito delle elezioni presidenziali americane del 1952.

UNIVAC era progettato dagli autori dell’ancor più vecchio ENIAC , ma non veniva venduto e neanche comprato. J.Presper Eckert e Jhon W.Mauchly avevano fondato la EMCC [Eckert-Mauchly Computer Corporation] nel 1946, proprio nell’intento di fabbricare e vendere computer.

Ci stavano perdendo un sacco di soldi, perchè contavano di venderne tanti, ma i tempi per una commercializzazione di massa non erano ancora maturi! Alla fine, il primo febbraio 1950, cedettero e vendettero la società  alla Remington Rand Corporation.

Nel 1955, Remington si fuse con la Sperry Gyroscope per diventare Sperry Rand Corporation. Nei cinque anni di vita di Remington Rand Corporation furono venduti ben quarantasei modelli di UNIVAC I.

I primi sette vennero venduti a enti del governo USA, a partire dal Census Bureau, l’ufficio dei censimenti americano ; l’ottavo, il primo a entrare in una società  privata, andò nel 1953 a General Electric per un costo approsimativo di un milione di dollari. Più IVA? No, più manutenzione e supporto, che andavano affittati su base mensile.

General Electric lo impiegò alla sua fabbrica di elettrodomestici di Louisville [Kentucky], per la gestione dei cervellotici libri paga dell’azienda : in seguito venne affidato al computer anche un sistema di controllo degli inventari che, solo per la maggiore efficenza dei magazzini, ripagò a grandi linee il prezzo di acquisto.

Nel frattempo i prezzi di vendita andavano crescendo : tra 1,25 milioni e 1,5 milioni di dollari. In seguito a questo, i computer UNIVAC I iniziarono a essere su richiesta, affittati.

Di quella pattuglia eroica di computer grandi come una stanza, formati da un groviglio inestricabile di cavi e pannelli valvolari, il più longevo fu l’UNIVAC I preso dalla società  Life and Casualty, del Tennessee, che lo tenne e usò sino al 1970.

Al primo modello seguirono altri UNIVAC, ma naturalmente il primo è quello che merita di essere maggiormente ricordato.

UNIVAC I [1]

Al comando di un UNIVAC I : Il computer era lungo più di quattro metri, largo due metri e mezzo e alto due metri e sessanta. Un computer dove era possibile entrare, l’esterno fatto di porte metalliche che consentono l’accesso ai pannelli dei circuiti. Al centro di una delle pareti si trovava una porta di plexiglas chiaro, tramite cui si poteva entrare nel cuore del sistema.

Parte integrante del tutto un’impianto di condizionamento ad acqua, le valvole termoioniche, impiegate al posto dei moderni transistor, scaldavano in modo impressionante!

UNIVAC I [2]

In aggiunta al complesso centrale otto unità  a nastro UNISERVO [i floppy erano un sogno], una console per l’operatore e una console UNIPRINTER che serviva sia per scrivere sia per stampare.

L’intero sistema comprendeva 5.200 valvole e pesava oltre 13 tonnellate, per un consumo elettrico di 125 kilowatt, più di mille volte il consumo di un’attuale personal computer.

Per quanto strumento primitivo visto con gli occhi di oggi, una accorta programmazione permetteva a UNIVAC I di effettuare calcoli scientifici anche complessi, su numeri molto grandi.

UNIVAC I [3]

credit riferimenti : P. Greco [hacker journal]

Web Voyager : Weblog Story – Pills

Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997 – Dall’archivio storico di scripting.com un primo esempio dell’attuale blogging moderno

[This page was last built on Tue, Apr 1, 1997] .

La versione tronca Blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito : “For What It”s Worth I”ve decided to pronounce the word “weblog” as wee”- blog. Or “blog” for short” dando origine al verbo “to blog” [ovvero: bloggare, scrivere un blog].

Nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.

Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “traccia sulla rete”.

Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America [nel Agosto 1999 Pyra Labs – azienda che ha creato la popolare tecnologia per i weblog – ] rilascia Blogger,  community blog acquisita nel febbraio 2003 da Google.

Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog [Splinder].

La possibilità  di pubblicare documenti su Internet si evolve cosi da privilegio di pochi a diritto di tutti!

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette templates.

Il blog permette a chiunque, in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia.

Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Un blogger è chi scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog è detto blogosfera [english: blogsphere].

Curiosità  : Il 17 aprile 2003 – Elliott Masie [Guru internazionale dell’ e-learning]  scrisse  nel primo post del suo blog “I am fascinated by the BLOG model” .

Il 12 dicembre 2005 – Sir Tim Berners Lee scrive il suo primo post : So I have a blog – In 1989 one of the main objectives of the WWW was to be a space for sharing information. It seemed evident that it should be a space in which anyone could be creative, to which anyone could contribute. The first browser was actually a browser/editor, which allowed one to edit any page, and save it back to the web if one had access rights … [timbl’s blog]

[CERN: Ginevra – Ottobre 2007] Robert Cailliau nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival della Scienza, [la manifestazione scientifica ospitata a Genova dal 25 ottobre al 6 novembre 2007].

“Quando abbiamo creato le prime pagine web, stavamo a tutti gli effetti aggiornando un blog, nonostante il termine non fosse stato ancora inventato”

“È uno strumento straordinario, seppur ben lontano dall’essere maturo. Ha le potenzialità di portare nuova informazione e di scuotere le coscienze in relazione a temi sociali importanti, dall’ecologia alla politica”.

Anche il Festival della Scienza sperimenta questa formula.

[via : visionpost.it]

Etica e aspetti legali:

Electronic Frontier Foundation [EFF] : Legal Guide for Bloggers

See also : Blogger’s Code of Conduct [Tim O’Reilly]

Disponibile una traduzione in lingua italiana per gentile concessione di

Stefano Nurchi  [Casperize.com]  -Codice di condotta dei blogger- 

[testo del 14 Aprile 2007]

keep on blogging

to be continued …

Web Voyager : Progetto ReactOS – React Operating System

Nel 1996 alcune persone formarono un gruppo chiamato FreeWin95, con l’intento di implementare un sistema operativo che fosse il clone di Windows 95. Sfortunatamente, come molti nuovi progetti ambiziosi Open Source, si arrestò alle discussioni riguardanti la progettazione del sistema, senza risultati.

Oggi l’ammontare di sviluppatori [progetto ReactOS] sta regolarmente aumentando, il kernel è arrivato a buon punto, è abbastanza stabile e molte API sono complete a sufficienza per il lavoro ad alto livello da essere compiuto.

Abstract :

ReactOS è un avanzato sistema operativo libero e open source che fornisce un implementazione completa di un sistema operativo compatibile con Microsoft Windows XP. Gli obiettivi di ReactOS sono la realizzazione di una completa compatibilità binaria con le applicazioni e i driver di periferiche per i sistemi operativi NT e XP, usando un’architettura simile e fornendo un’interfaccia pubblica completa ed equivalente. […] Che cos’è ReactOS?

screenshot di ReactOS | interfaccia grafica

Il punto forte di ReactOS è che molte persone, e specialmente aziende, non migreranno – mai – a Linux. Non importa in che cosa Linux riesca meglio, o sia migliore, non è un’opzione per loro.

Molte persone usano ancora il kernel 2.2 di Linux e si rifiutano di aggiornarlo ad una nuova versione dello stesso OS ; da qui è ben comprensibile come altri siano ben poco disposti a migrare ad un OS interamente nuovo […]

Che sia l’alternativa a Linux [livello pubblico/aziendale] senza rinunciare ad applicazioni [software] Microsoft based ? … senza dubbio merita particolare attenzione !!!

enjoy !

Logo ufficiale di ReactOS

home page : http://www.reactos.org/it/index.html

Web Voyager : from web 2.0 to … ? The Neverending Story !

Forse Se ne parla più di quanto se ne usi, e ancora non per tutti è chiaro il concetto di Web 2.0

Altrettanto sono ancora numerosi gli equivoci da sciogliere !

I primi rumors nei confronti del web 2.0 risalgono al 2005 ,  stampa , media, website e  blogosfere [blogger] sono corsi a riempire le proprie pagine di questo termine.

Le origini di questo concetto però risalgono al 2004, durante la preparazione di una conferenza il cui tema era improntato sulla rinascita del fare Web e ristrutturazione dell’intero sistema.

la Web 2.0 conference si svolse dal 5-7 Ottobre 2004 nelle sale congressi del Hotel Nikko in San Francisco .

web 2.0 è un’espressione inventata da Dale Dougherty di O’Reilly Media casa editrice americana specializzata in pubblicazioni riguardanti le nuove tecnologie e Internet, in collaborazione con Craig Line di MediaLive International. [praticamente uno slogan].

web 2.0 : non vuole essere una rivoluzione degli schemi classici del web tradizionale, ne tantomeno un passaggio da una tecnologia all’altra, ma bensì una evoluzione in corso, una seconda versione proiettata verso un qualcosa di nuovo, l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi.

Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi,l’accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai cellulari al televisore alla radio e tutto ciò che sfrutterà la tecnologia digitale.

Fenomeni come il blogging, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di sito, servizio o piattaforma hanno avanzato velocemente. Il filo conduttore, infatti, del web 2.0 è proprio la collaborazione e la condivisione, l’interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla tecnologia.

Il web 2.0 non è l’evoluzione di una tecnologia, come detto, ma poggia su una base tecnologica in continua evoluzione. In particolare, le tecnologie alla base del web 2.0 sono:

XML o eXtensible Markup Language – API o Application Program Interface – Web ServicesAJAX o Asynchronous JavaScript and XML.

Grazie all’uso di queste tecnologie e alle loro combinazioni, sono possibili servizi integrati che sfruttano singole applicazioni da diversi siti web. Piena possibilità di comunicazione e interazione tra i vari siti e servizi, sviluppati o utilizzati in modalità condivisa e collaborativa.

esempi : Collaborare e condividere
Il nuovo elemento collaborativo del web 2.0 trova la sua piena espressione negli strumenti di comunicazione pura, come i wiki e i weblog.

Il modello gerarchico del sapere, espresso dalle enciclopedie generaliste o tematiche, sta tramontando rapidamente.

Ad affermarsi è invece il modello condiviso, per cui gli utenti costruiscono insieme l’enciclopedia, raggruppando liberamente e gratuitamente saperi e competenze diverse, al servizio di altri utenti. È Wikipedia !

L’esempio da seguire, allo stesso modo, la presenza privata online [i vecchi siti personali], ha lasciato spazio al fenomeno dei weblog, più semplici da realizzare e gestire, e più immediati in termini di comunicazione. Talmente immediati che i professionisti della comunicazione non vi rinunciano.

techno-utopie : Un web usercentrico – Il sito personale diventa dinamico e user-friendly: nasce il weblog, nascono i servizi sociali il vantaggio c’è, è tecnico e dovrebbe essere per tutti.

 understanding web 2.0 

Understanding Web 2.0

Ma non tutti gli individui contribuiscono in prima persona ai processi collettivi ;  spesso solo un’esigua minoranza determina i comportamenti di una grande maggioranza silente e inattiva.

Secondo la regola dell’1% o “1:10:89”, su 100 utenti di una piattaforma ad architettura partecipativa solo 1 contribuisce attivamente con propri contenuti ; 10 partecipano di tanto in tanto alle attività minime della vita di community [commento, ranking, tagging]; i restanti 89 fruiscono passivamente. […]

[read more : Apogeo – È davvero collettiva l’intelligenza del web 2.0? di Nicola Bruno]

D’obbligo è un riferimento al cosiddetto web 2.0, tanto osannato quanto criticato :

Robert Cailliau, co-inventore con Tim Berners-Lee del web, parla dei primi 17 anni di vita della rete. Critica, a sorpresa, Wikipedia, e il web 2.0.

“Wikipedia incarna ciò che non avremmo voluto che diventasse il web”.

“Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, poiché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di web”.

“Il web 2.0 non esiste, si tratta solo di un uso sociale della rete, ma non è una novità. Fin dal primo giorno, la rete è nata con l’obiettivo di mettere in condivisione contenuti e in contatto persone. Semplicemente, ora è più facile farlo”.

Nessuna innovazione tecnologica, perché non siamo di fronte a una tecnologia, ma la diffusione di interconnessioni, che è proprio delle strutture a rete. È possibile diffondere l’informazione, la conoscenza e, addirittura, produrre saggezza” […] [Robert Cailliau]

[via : visionpost.it]

L’ utopia di un uomo :

The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect 

[Tim Berners-Lee : co-inventore del World Wide Web]

Anche in questo caso pur volendo essere ottimisti [buoni] piu del 50% degli attuali documenti/contenuti/servizi on line, in particolar modo “user-generated” [contenuti generati dagli utenti] risultano un vero è proprio ex muro di Berlino –archielettronico- , ciò non consente agli utenti diversamente abili di partecipare alle varie attività sociali e di vivere in piena autonomia la rete !!!

Mettendo una mano sulla coscienza bisogna dire che la condivisione dei contenuti non sempre corrisponde alla conoscenza e l’accessibilità a tali contenuti non è certo ancora appannaggio di tutti: il technology divide esiste !

Il futuro : … dove stiamo andando ?

I have a dream “semantic web” [1999]

“I have a dream for the Web in which computers become capable of analyzing all the data on the Web – the content, links, and transactions between people and computers.

A ‘Semantic Web’, which should make this possible, has yet to emerge, but when it does, the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The ‘intelligent agents’ people have touted for ages will finally materialize”.

[Tim Berners Lee] … e quelle proiezioni si rivelano il futuro prossimo.

semantic web : code name – web release 3.0 !

“Il web semantico è un’estensione del web di oggi, in cui all’informazione viene dato un preciso significato, permettendo ai computer ed alle persone di lavorare in cooperazione.”

Approcci al web semantico : websemantico.org by Pasquale Popolizio

 Tim Berners-Lee talk about semantic web

Tim Berners-Lee : talk about semantic web

to be continued …