C’era una volta Garosci

Il nome Garosci ha richiamato alla mia memoria i tempi in cui uno dei key account della Star veniva a chiedermi “i contributi” per l’inserimento o le promozioni dei prodotti di cui era co-responsabile all’interno del gruppo distributivo in questione.

Sarà stata la vena nostalgica del ricordo dei “bei tempi andati” o forse l’accattivante copertina  o forse ancora la razionalizzazione dei titoli della mia libreria seguita al recente trasloco che ha creato spazi per la sistemazione di nuovi volumi ad indurmi all acquisto di “C’era una volta il supermarket…… e c’è ancora” , difficile dir[se]lo. Di fatto ho recentemente proceduto all’ acquisto incauto del predetto volume.

Il sottotitolo [“Cinquant’anni di supermercati in Italia: Sociologia dei consumi che cambiano“] e la lettura dell’indice sapientemente costruito con titoli dei capitoli quali “ << Just in Time >>. Dai container ai << mall >> : una singolare similitudine” o “Una proposta per il futuro all’insegna del << glocal >>” non traggano in inganno il potenziale lettore/acquirente, trattasi esclusivamente di una sapiente operazione di marketing editoriale, nella sua accezione negativa, priva di qualsiasi valore e rilievo.

La pubblicazione si articola in tre parti.

La prima, realizzata da Franco Fava, “Verso il commercio moderno” vorrebbe tracciare una panoramica della storia della grande distribuzione alimentare in Italia dal 1957 ad oggi e avrebbe l’ambizione di proporne gli sviluppi futuri. Il condizionale è d’obbligo poiché la superficialità e l’approssimazione delle 64 pagine risulta utile esclusivamente a coloro che non abbiano mai risieduto ed operato professionalmente nel nostro paese o, nella migliore delle ipotesi, per ricordare a titolo di curiosità che Upim sta per Unico Prezzo Italiano Milano.

La seconda e terza parte, redatte invece da Riccardo Garosci, sono il legittimo, ma insignificante per il lettore, atto di orgoglio nostalgico dell’autore sulla storia e le evoluzioni aziendali del gruppo Garosci. Una ricerca sul web assolve più rapidamente ed economicamente al medesimo obiettivo.

Anche il ranking delle prime 100 aziende distributive del mondo inserito nel libro è relativo al 2005 e manca di attualità e contenuto come tutto il resto del volume.

Unico dato d’interesse per chi non è aggiornato sul tema operando, voglio supporre, in altri ambiti, sono le quote percentuali delle vendite dei format moderni del settore alimentare e assimilati [grocery]:

Self service & Superettes: mq. 100 – 399 17%
Supermercati medi: mq. 400 – 1499 31%
Supermercati grandi – Superstores: mq. 1500 – 2500 11%
Ipermercati: mq. 2500 – 4999 12%
Grandi superfici: oltre i 5000 mq. 16%
Discounts 10%
Altri 3%
   
Totale 100

[Fonte: Istituto Europeo per il Mercato – I.E.M. 2007]

Ora potete davvero fare a meno di acquistare il libro e destinare i 19 euro del prezzo di copertina ad altro.

Una Risposta

  1. […] Proprio un bel pastrocchio, un cocktail di militanza politica becera e di assenza di professionalità ed etica che partoriscono l’ennesima pubblicazione da destinarsi al macero. […]

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