Accessibility : Evoluzione tecnologica ? social web ?

Possiamo affermare di trovarci di fronte ad una e vera e propria evoluzione tecnologica … solo al momento che le tecnologie saranno rese interoperabili tra loro ed altrettanto accessibili !!!

test dello screenreader JAWS su piattaforma Moodle 

[ Video ] Questo video documenta le difficoltà che Jaws [ uno degli screen reader più diffusi ] incontra nel leggere la homepage di un progetto sviluppato su piattaforma [CMS] Moodle .

Cosa è JAWS  ? :

JAWS è un programma concepito per persone affette da gravi disabilità visive, che funziona con il sistema operativo Windows. È distribuito dalla freedom scientific, disponibile sul sito ufficiale in versioni di prova a tempo.

Legge, tramite una voce artificiale [ sintesi vocale ] o, opportunamente impostato e supportato da apposito display, mediante il sistema segno-grafico a rilievo Braille, tutto ciò che compare sullo schermo [ monitor ] in varie lingue.

home page JAWS : http://www.freedomscientific.com

Rimane da capire e definire un labile confine :

Se le attuali tecnologie/applicazioni  [ vedi CMS o content management system – sistema di gestione contenuti ] a supporto del web risultano tecnologicamente evolute … dove si trova l’ingranaggio rotto e/o l’anello debole che tutt’oggi determina la non accessibilità [ vera e propria barriera archielettronica ] di molti documenti pubblicati sul web ? Possiamo ancora definire questa fase come “social web” ?

Se volete aiutarmi a focalizzare il problema, l’area commenti è a vostra completa disposizione !!! Ogni riflessione [user experience] è particolarmente gradita … Grazie !

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Web technologies : OpenID ?

[Reblog] Segnalo un nuovo non-indifferente lavoro di Nicola D’Agostino … dove l’autore riesce con chiarezza a fondere tra loro : storia della Net, cultura informatica ed importanti riferimenti tecnici ! Agevolando cosi la lettura ed apprendimento anche ad utenti neofiti, guidandoli /Inside the OpenID/ … ATTENZIONE ALL’IDENTITA

Dal creatore di Live Journal la proposta di un’identità  personale, facile e non proprietaria per Internet. Come funziona, perchè adottarla e dove si può usare.

di Nicola D’Agostino

Come gestire in maniera semplice ed efficace il problema dell’identificazione e dei login online? Pensiamo alle webmail, ai forum, ai blog, ai servizi come Flickr o alle personalizzazioni di pagine di news o di ricerca. Nell’era del social networking sono ormai davvero tanti i “luoghi” e le occasioni -anche quelle triviali- in cui i navigatori devono identificarsi, spesso con procedure macchinose, diverse tra di loro e, diciamolo, noiose.

Una possibile soluzione qualche anno fa fu proposta da Microsoft con il suo “Passport”. Il sistema però non ha attecchito sopratutto per la scarsa fiducia nei confronti del meccanismo: un sistema di identificazione e autenticazione gestito in maniera centralizzata e perlopiù proprio dal colosso di Redmond, che assumeva così l’inquietante ruolo di un “grande fratello” della rete.

Una risposta interessante a molte di queste esigenze viene dalla mente di Brad Fitzpatrick, il creatore del popolare sito-comunità  LiveJournal.com, che ha creato OpenID.[…]

(http://www.enetweb.net/2007/02/19/topshare-speciale-openid/)

logo OpenID

Tra me e Nicola [ che ringrazio ] seguirono vari scambi di opinioni a favore di questa tecnologia, intrapresi una ulteriore ricerca … testando [ positivamente ] l’implementazione di OpenID su piattaforma personale WordPress [plugin] che tempo permettendo andrò a ri-proporvi …

Video Guida : OpenID

Francesco Caccavella - OpenID 

[video]

Un unico login per tutti i siti del Web 2.0. Questa è la promessa del progetto OpenID, il servizio che si preoccupa di gestire l’identità digitale di ogni navigatore

[a cura di Francesco Caccavella]

Video Guide : Corporate blog e il micro-blogging

Corporate Blog :

Simone Carletti - Corporate blog 

[video]

Le caratteristiche e l’utilità del Corporate Blog, uno strumento di comunicazione in crescente diffusione tra le aziende.

[a cura di Simone Carletti]

micro-blogging :

La diffusione dei blog e l’immediatezza degli SMS: vi presentiamo sei servizi di micro-blogging per comunicare con tutti nel minor tempo possibile.

[video]

[a cura di Francesco Caccavella]

from : ICTV http://www.ictv.it

Il Web del Futuro – Enterprise e Web Semantico

Sabato 01-dicembre-2007 Javaday 2007 – Roma –

Seminario : Il Web del Futuro – Enterprise e Web Semantico [10.40-11.20 am ]

Relatori: Alessio Cartocci, Simone Onofri, Luigi Selmi

International Webmasters Association [IWA]

Next generation Web

Abstract :

Social Network, Folksonomy, Wiki e User Generated Content sono le parole d’ordine di questa fase del Web e l’integrazione di tali strumenti con quelli gia presenti in azienda come CRM, Calendari, Rubriche, Gestione Progetti apre nuovi sviluppi e possibilità per l’azienda stessa.

In tale scenario, definito come Enterprise 2.0, l’interoperabilità e l’integrazione dei dati provenienti da fonti differenti è garantita dal Web Semantico e dagli standard aperti.

Durante il Seminario verranno illustrate tali potenzialità sia dal punto di vista tecnico che di visioning.

Esempi pratici e informazioni riguardo gli strumenti gratuiti disponibili forniranno agli interessati le risorse e punti di riferimento per implementare tali soluzioni.

[Programma completo]

video promo JavaDay 2007

JavaDay 2007

home page : http://roma.javaday.it

Enterprise 2.0

Il video realizzato dai direttori scientifici dell’ Osservatorio Enterprise 2.0 riprende e sintetizza ottimamente gli argomenti proposti nei giorni scorsi relativamente al rapporto tra tecnologie e comunicazione d’impresa in relazione all’organizzazione aziendale.

enterprise 2.0

enterprise 2.0

Web Voyager : from web 2.0 to … ? The Neverending Story !

Forse Se ne parla più di quanto se ne usi, e ancora non per tutti è chiaro il concetto di Web 2.0

Altrettanto sono ancora numerosi gli equivoci da sciogliere !

I primi rumors nei confronti del web 2.0 risalgono al 2005 ,  stampa , media, website e  blogosfere [blogger] sono corsi a riempire le proprie pagine di questo termine.

Le origini di questo concetto però risalgono al 2004, durante la preparazione di una conferenza il cui tema era improntato sulla rinascita del fare Web e ristrutturazione dell’intero sistema.

la Web 2.0 conference si svolse dal 5-7 Ottobre 2004 nelle sale congressi del Hotel Nikko in San Francisco .

web 2.0 è un’espressione inventata da Dale Dougherty di O’Reilly Media casa editrice americana specializzata in pubblicazioni riguardanti le nuove tecnologie e Internet, in collaborazione con Craig Line di MediaLive International. [praticamente uno slogan].

web 2.0 : non vuole essere una rivoluzione degli schemi classici del web tradizionale, ne tantomeno un passaggio da una tecnologia all’altra, ma bensì una evoluzione in corso, una seconda versione proiettata verso un qualcosa di nuovo, l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi.

Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi,l’accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai cellulari al televisore alla radio e tutto ciò che sfrutterà la tecnologia digitale.

Fenomeni come il blogging, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di sito, servizio o piattaforma hanno avanzato velocemente. Il filo conduttore, infatti, del web 2.0 è proprio la collaborazione e la condivisione, l’interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla tecnologia.

Il web 2.0 non è l’evoluzione di una tecnologia, come detto, ma poggia su una base tecnologica in continua evoluzione. In particolare, le tecnologie alla base del web 2.0 sono:

XML o eXtensible Markup Language – API o Application Program Interface – Web ServicesAJAX o Asynchronous JavaScript and XML.

Grazie all’uso di queste tecnologie e alle loro combinazioni, sono possibili servizi integrati che sfruttano singole applicazioni da diversi siti web. Piena possibilità di comunicazione e interazione tra i vari siti e servizi, sviluppati o utilizzati in modalità condivisa e collaborativa.

esempi : Collaborare e condividere
Il nuovo elemento collaborativo del web 2.0 trova la sua piena espressione negli strumenti di comunicazione pura, come i wiki e i weblog.

Il modello gerarchico del sapere, espresso dalle enciclopedie generaliste o tematiche, sta tramontando rapidamente.

Ad affermarsi è invece il modello condiviso, per cui gli utenti costruiscono insieme l’enciclopedia, raggruppando liberamente e gratuitamente saperi e competenze diverse, al servizio di altri utenti. È Wikipedia !

L’esempio da seguire, allo stesso modo, la presenza privata online [i vecchi siti personali], ha lasciato spazio al fenomeno dei weblog, più semplici da realizzare e gestire, e più immediati in termini di comunicazione. Talmente immediati che i professionisti della comunicazione non vi rinunciano.

techno-utopie : Un web usercentrico – Il sito personale diventa dinamico e user-friendly: nasce il weblog, nascono i servizi sociali il vantaggio c’è, è tecnico e dovrebbe essere per tutti.

 understanding web 2.0 

Understanding Web 2.0

Ma non tutti gli individui contribuiscono in prima persona ai processi collettivi ;  spesso solo un’esigua minoranza determina i comportamenti di una grande maggioranza silente e inattiva.

Secondo la regola dell’1% o “1:10:89”, su 100 utenti di una piattaforma ad architettura partecipativa solo 1 contribuisce attivamente con propri contenuti ; 10 partecipano di tanto in tanto alle attività minime della vita di community [commento, ranking, tagging]; i restanti 89 fruiscono passivamente. […]

[read more : Apogeo – È davvero collettiva l’intelligenza del web 2.0? di Nicola Bruno]

D’obbligo è un riferimento al cosiddetto web 2.0, tanto osannato quanto criticato :

Robert Cailliau, co-inventore con Tim Berners-Lee del web, parla dei primi 17 anni di vita della rete. Critica, a sorpresa, Wikipedia, e il web 2.0.

“Wikipedia incarna ciò che non avremmo voluto che diventasse il web”.

“Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, poiché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di web”.

“Il web 2.0 non esiste, si tratta solo di un uso sociale della rete, ma non è una novità. Fin dal primo giorno, la rete è nata con l’obiettivo di mettere in condivisione contenuti e in contatto persone. Semplicemente, ora è più facile farlo”.

Nessuna innovazione tecnologica, perché non siamo di fronte a una tecnologia, ma la diffusione di interconnessioni, che è proprio delle strutture a rete. È possibile diffondere l’informazione, la conoscenza e, addirittura, produrre saggezza” […] [Robert Cailliau]

[via : visionpost.it]

L’ utopia di un uomo :

The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect 

[Tim Berners-Lee : co-inventore del World Wide Web]

Anche in questo caso pur volendo essere ottimisti [buoni] piu del 50% degli attuali documenti/contenuti/servizi on line, in particolar modo “user-generated” [contenuti generati dagli utenti] risultano un vero è proprio ex muro di Berlino –archielettronico- , ciò non consente agli utenti diversamente abili di partecipare alle varie attività sociali e di vivere in piena autonomia la rete !!!

Mettendo una mano sulla coscienza bisogna dire che la condivisione dei contenuti non sempre corrisponde alla conoscenza e l’accessibilità a tali contenuti non è certo ancora appannaggio di tutti: il technology divide esiste !

Il futuro : … dove stiamo andando ?

I have a dream “semantic web” [1999]

“I have a dream for the Web in which computers become capable of analyzing all the data on the Web – the content, links, and transactions between people and computers.

A ‘Semantic Web’, which should make this possible, has yet to emerge, but when it does, the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The ‘intelligent agents’ people have touted for ages will finally materialize”.

[Tim Berners Lee] … e quelle proiezioni si rivelano il futuro prossimo.

semantic web : code name – web release 3.0 !

“Il web semantico è un’estensione del web di oggi, in cui all’informazione viene dato un preciso significato, permettendo ai computer ed alle persone di lavorare in cooperazione.”

Approcci al web semantico : websemantico.org by Pasquale Popolizio

 Tim Berners-Lee talk about semantic web

Tim Berners-Lee : talk about semantic web

to be continued …

 

Disability : Quando la tecnologia serve a far funzionare la comunicazione

Un cieco sedeva tutte le mattine all’ingresso di una stazione.

Capelli arruffati, barba lunga e incolta, vestiti sbrindellati, chiedeva l’elemosina ai passanti. Qualcuno si fermava e lasciava cadere pochi spiccioli nel suo cappello. Al termine di una giornata raccoglieva i pochi soldi per un panino e un quartino di vino.

Tutto quello che avrebbe voluto dire alla gente l’aveva scritto su un cartoncino da scatola: Cieco dalla nascita. Un giorno passò di lì un giovane pubblicitario. Lesse il cartello, scambiò due parole e tirò fuori dalla sua 24ore un pennarello e scrisse: È primavera, voi potete vederla, io no. Salutò e se ne andò.

Da quel giorno le offerte che cadevano nel suo cappello si moltiplicarono e il cieco divenne ricco.

leggenda metropolitana forse.. ma un filo sottile la lega al marketing e comunicazione !

Audiovisivi accessibili: qualità per una comunicazione senza barriere

L’esperienza audiovisiva nel Web: specificità e prospettive “Radianza Web-centrifuga” dei contenuti audiovisivi

web multimediale.org

Il video integrale del seminario tenuto da Roberto Ellero a SMAU 2007 [50 min.]

Abstract : Con radianza si esprime il Web quale luogo capace di recepire contenuti provenienti da altri luoghi e di irradiarli a propria volta. Come avviene? Con un accorto mix di testi immagini e video: un’alchimia che si crea solo se il linguaggio visivo viene adattato al Web e alle modalità specifiche di fruizione di questo mezzo di comunicazione. In questo modo il Web può diventare un potente strumento didattico di comprensione di un’opera teatrale o filmica.  La radianza favorisce una più ampia esperienza di fruizione che si produce nell’integrazione di più codici di comunicazione. [Roberto Ellero]

Grazie Roberto !!