Web technologies : OpenID ?

[Reblog] Segnalo un nuovo non-indifferente lavoro di Nicola D’Agostino … dove l’autore riesce con chiarezza a fondere tra loro : storia della Net, cultura informatica ed importanti riferimenti tecnici ! Agevolando cosi la lettura ed apprendimento anche ad utenti neofiti, guidandoli /Inside the OpenID/ … ATTENZIONE ALL’IDENTITA

Dal creatore di Live Journal la proposta di un’identità  personale, facile e non proprietaria per Internet. Come funziona, perchè adottarla e dove si può usare.

di Nicola D’Agostino

Come gestire in maniera semplice ed efficace il problema dell’identificazione e dei login online? Pensiamo alle webmail, ai forum, ai blog, ai servizi come Flickr o alle personalizzazioni di pagine di news o di ricerca. Nell’era del social networking sono ormai davvero tanti i “luoghi” e le occasioni -anche quelle triviali- in cui i navigatori devono identificarsi, spesso con procedure macchinose, diverse tra di loro e, diciamolo, noiose.

Una possibile soluzione qualche anno fa fu proposta da Microsoft con il suo “Passport”. Il sistema però non ha attecchito sopratutto per la scarsa fiducia nei confronti del meccanismo: un sistema di identificazione e autenticazione gestito in maniera centralizzata e perlopiù proprio dal colosso di Redmond, che assumeva così l’inquietante ruolo di un “grande fratello” della rete.

Una risposta interessante a molte di queste esigenze viene dalla mente di Brad Fitzpatrick, il creatore del popolare sito-comunità  LiveJournal.com, che ha creato OpenID.[…]

(http://www.enetweb.net/2007/02/19/topshare-speciale-openid/)

logo OpenID

Tra me e Nicola [ che ringrazio ] seguirono vari scambi di opinioni a favore di questa tecnologia, intrapresi una ulteriore ricerca … testando [ positivamente ] l’implementazione di OpenID su piattaforma personale WordPress [plugin] che tempo permettendo andrò a ri-proporvi …

Video Guida : OpenID

Francesco Caccavella - OpenID 

[video]

Un unico login per tutti i siti del Web 2.0. Questa è la promessa del progetto OpenID, il servizio che si preoccupa di gestire l’identità digitale di ogni navigatore

[a cura di Francesco Caccavella]

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Web Service : Web TV – Project GLOMERA

GLOMERA è un progetto nato per offrire una piattaforma tecnologica di semplice utilizzo per creare e gestire corporate web tv e permettere la comunicazione delle imprese sia verso l’interno che verso l’esterno, al fine di incrementare singoli brand e/o la propria immagine offrendo agli utenti un servizio di alta qualità .

Oltre che sul portale aziendale, GLOMERA, consente di integrare i canali web televisivi dedicati e i box interattivi anche su altri siti.

GLOMERA grazie alla tecnologia P2P, consente di diffondere rapidamente contenuti di alta qualità ad un numero illimitato di utenti, offrendo così la possibilità di sviluppare nuovi modelli di business e di comunicazione.

GLOMERA fornisce gli strumenti necessari per la gestione di palinsesti televisivi in totale autonomia per veicolare eventi, interviste e riprese in diretta e in differita.

Si rivolge sia alle aziende che producono poche ore di contenuti video sia a quelle che desiderano gestire canali dedicati 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

GLOMERA è un servizio gratuito ed in italiano.

GLOMERA, ha debuttato ufficialmente online con SMAU Channel ! 

logo Glomera

home page : http://www.glomera.it/

[via : freeonline]

Web Voyager : UNIVAC l – il Computer che ha iniziato tutto

Quanto è vecchio il primo computer commerciale diverso da una banale macchina calcolatrice?

Ha più di cinquant’anni! La famiglia UNIVAC, infatti, debuttò nel marzo 1951 con l’UNIVAC I, che doveva essere il primo computer commerciale [ossia acquistabile] mai esistito. Si guadagnò popolarità  perchè riuscì per conto della rete televisiva CBS, a prevedere con esattezza l’esito delle elezioni presidenziali americane del 1952.

UNIVAC era progettato dagli autori dell’ancor più vecchio ENIAC , ma non veniva venduto e neanche comprato. J.Presper Eckert e Jhon W.Mauchly avevano fondato la EMCC [Eckert-Mauchly Computer Corporation] nel 1946, proprio nell’intento di fabbricare e vendere computer.

Ci stavano perdendo un sacco di soldi, perchè contavano di venderne tanti, ma i tempi per una commercializzazione di massa non erano ancora maturi! Alla fine, il primo febbraio 1950, cedettero e vendettero la società  alla Remington Rand Corporation.

Nel 1955, Remington si fuse con la Sperry Gyroscope per diventare Sperry Rand Corporation. Nei cinque anni di vita di Remington Rand Corporation furono venduti ben quarantasei modelli di UNIVAC I.

I primi sette vennero venduti a enti del governo USA, a partire dal Census Bureau, l’ufficio dei censimenti americano ; l’ottavo, il primo a entrare in una società  privata, andò nel 1953 a General Electric per un costo approsimativo di un milione di dollari. Più IVA? No, più manutenzione e supporto, che andavano affittati su base mensile.

General Electric lo impiegò alla sua fabbrica di elettrodomestici di Louisville [Kentucky], per la gestione dei cervellotici libri paga dell’azienda : in seguito venne affidato al computer anche un sistema di controllo degli inventari che, solo per la maggiore efficenza dei magazzini, ripagò a grandi linee il prezzo di acquisto.

Nel frattempo i prezzi di vendita andavano crescendo : tra 1,25 milioni e 1,5 milioni di dollari. In seguito a questo, i computer UNIVAC I iniziarono a essere su richiesta, affittati.

Di quella pattuglia eroica di computer grandi come una stanza, formati da un groviglio inestricabile di cavi e pannelli valvolari, il più longevo fu l’UNIVAC I preso dalla società  Life and Casualty, del Tennessee, che lo tenne e usò sino al 1970.

Al primo modello seguirono altri UNIVAC, ma naturalmente il primo è quello che merita di essere maggiormente ricordato.

UNIVAC I [1]

Al comando di un UNIVAC I : Il computer era lungo più di quattro metri, largo due metri e mezzo e alto due metri e sessanta. Un computer dove era possibile entrare, l’esterno fatto di porte metalliche che consentono l’accesso ai pannelli dei circuiti. Al centro di una delle pareti si trovava una porta di plexiglas chiaro, tramite cui si poteva entrare nel cuore del sistema.

Parte integrante del tutto un’impianto di condizionamento ad acqua, le valvole termoioniche, impiegate al posto dei moderni transistor, scaldavano in modo impressionante!

UNIVAC I [2]

In aggiunta al complesso centrale otto unità  a nastro UNISERVO [i floppy erano un sogno], una console per l’operatore e una console UNIPRINTER che serviva sia per scrivere sia per stampare.

L’intero sistema comprendeva 5.200 valvole e pesava oltre 13 tonnellate, per un consumo elettrico di 125 kilowatt, più di mille volte il consumo di un’attuale personal computer.

Per quanto strumento primitivo visto con gli occhi di oggi, una accorta programmazione permetteva a UNIVAC I di effettuare calcoli scientifici anche complessi, su numeri molto grandi.

UNIVAC I [3]

credit riferimenti : P. Greco [hacker journal]

Technology : Semacode – indirizzi web in codici bidimensionali

Semacode o per meglio dire “Codice Semantico” derivante dall’unione dei due termini code: “codice” semantic : “semantico”.

Semacode works by embedding a URL [web address] into a sort of two-dimensional barcode which looks like a dense crossword puzzle called the tag.

The SDK software contains the capability to detect and decode the tag very rapidly with the camera on your phone. It extracts the URL and sends you to that address using the phone’s built-in browser  http://semacode.org

Semacode è un sistema creato per rendere gli indirizzi web automaticamente decifrabili da un dispositivo di telefonia mobile “Cellulare” e/o da qualsiasi dispositivo con funzioni fotografiche che abbia la possibilità di connettersi alla rete Internet.

Semacode si basa su codici a barre bidimensionali ; che letti da un software installato sul cellulare : indirizzano automaticamente il browser del dispositivo verso una qualsiasi risorsa presente sul web .

La creazione di nuovi simboli semacode [datamatrix] è semplicissima : oltre al software, è sufficiente avere una stampante a getto d’inchiostro/laser.

Attraverso il software, il cellulare legge i simboli semacode e indirizza il browser verso specifiche pagine web: le figure in bianco e nero create da Semacode rimandano dunque a singoli indirizzi internet.

Un pratico esempio :

Disponendo di un dispositivo mobile “ultima generazione” cioè basato su java [utilizzato dai principali produttori] oppure Symbian … equipaggiato con software sem@code Reader … immaginate di trovarvi di fronte ad un monumento, a prodotti esposti in vetrine di negozi …  e/o quant’altro a cui sia stato affisso un codice semacode : basterà inquadrare e scattare una foto al codice … ed automaticamente [se abilitato l’accesso alla rete internet] verrà impostata la relativa url sul vostro browser e potrete connettervi alla pagina web [wikipedia, sito web/corporate blog del produttore] dove trovare tutte le maggiori informazioni a riguardo, fantastico … vero ?

Alla luce di tutto ciò provate ad immaginare a quanti settori può essere applicata questa tecnologia : Marketing, Turismo, Musei, Attività Commerciali etc .

[website, blog, corporate blog, informazioni specifiche, … and more ]

Una idea che può rivoluzionare il futuro prossimo in cui la mobilità delle connessioni sarà all’ordine del giorno .

Il sem@code Reader è disponibile [free] alla pagina : http://semacode.org/software nelle due specifiche versioni per dispositivi Java o Symbian based .

Provate a creare il vostro id semacode inserendo la URL desiderata a questo Tag [creator] poi basterà eseguire uno screenshot per archiviarlo ;-)

semacode MarketingAgora

“Activate the world. … It is invisible, everywhere computing that does not live on a personal device of any sort, but is in the woodwork everywhere. [1988 Mark Weiser]
 

Web Voyager : Weblog Story – Pills

Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997 – Dall’archivio storico di scripting.com un primo esempio dell’attuale blogging moderno

[This page was last built on Tue, Apr 1, 1997] .

La versione tronca Blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito : “For What It”s Worth I”ve decided to pronounce the word “weblog” as wee”- blog. Or “blog” for short” dando origine al verbo “to blog” [ovvero: bloggare, scrivere un blog].

Nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.

Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “traccia sulla rete”.

Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America [nel Agosto 1999 Pyra Labs – azienda che ha creato la popolare tecnologia per i weblog – ] rilascia Blogger,  community blog acquisita nel febbraio 2003 da Google.

Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog [Splinder].

La possibilità  di pubblicare documenti su Internet si evolve cosi da privilegio di pochi a diritto di tutti!

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette templates.

Il blog permette a chiunque, in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia.

Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Un blogger è chi scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog è detto blogosfera [english: blogsphere].

Curiosità  : Il 17 aprile 2003 – Elliott Masie [Guru internazionale dell’ e-learning]  scrisse  nel primo post del suo blog “I am fascinated by the BLOG model” .

Il 12 dicembre 2005 – Sir Tim Berners Lee scrive il suo primo post : So I have a blog – In 1989 one of the main objectives of the WWW was to be a space for sharing information. It seemed evident that it should be a space in which anyone could be creative, to which anyone could contribute. The first browser was actually a browser/editor, which allowed one to edit any page, and save it back to the web if one had access rights … [timbl’s blog]

[CERN: Ginevra – Ottobre 2007] Robert Cailliau nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival della Scienza, [la manifestazione scientifica ospitata a Genova dal 25 ottobre al 6 novembre 2007].

“Quando abbiamo creato le prime pagine web, stavamo a tutti gli effetti aggiornando un blog, nonostante il termine non fosse stato ancora inventato”

“È uno strumento straordinario, seppur ben lontano dall’essere maturo. Ha le potenzialità di portare nuova informazione e di scuotere le coscienze in relazione a temi sociali importanti, dall’ecologia alla politica”.

Anche il Festival della Scienza sperimenta questa formula.

[via : visionpost.it]

Etica e aspetti legali:

Electronic Frontier Foundation [EFF] : Legal Guide for Bloggers

See also : Blogger’s Code of Conduct [Tim O’Reilly]

Disponibile una traduzione in lingua italiana per gentile concessione di

Stefano Nurchi  [Casperize.com]  -Codice di condotta dei blogger- 

[testo del 14 Aprile 2007]

keep on blogging

to be continued …

Web Voyager : Progetto ReactOS – React Operating System

Nel 1996 alcune persone formarono un gruppo chiamato FreeWin95, con l’intento di implementare un sistema operativo che fosse il clone di Windows 95. Sfortunatamente, come molti nuovi progetti ambiziosi Open Source, si arrestò alle discussioni riguardanti la progettazione del sistema, senza risultati.

Oggi l’ammontare di sviluppatori [progetto ReactOS] sta regolarmente aumentando, il kernel è arrivato a buon punto, è abbastanza stabile e molte API sono complete a sufficienza per il lavoro ad alto livello da essere compiuto.

Abstract :

ReactOS è un avanzato sistema operativo libero e open source che fornisce un implementazione completa di un sistema operativo compatibile con Microsoft Windows XP. Gli obiettivi di ReactOS sono la realizzazione di una completa compatibilità binaria con le applicazioni e i driver di periferiche per i sistemi operativi NT e XP, usando un’architettura simile e fornendo un’interfaccia pubblica completa ed equivalente. […] Che cos’è ReactOS?

screenshot di ReactOS | interfaccia grafica

Il punto forte di ReactOS è che molte persone, e specialmente aziende, non migreranno – mai – a Linux. Non importa in che cosa Linux riesca meglio, o sia migliore, non è un’opzione per loro.

Molte persone usano ancora il kernel 2.2 di Linux e si rifiutano di aggiornarlo ad una nuova versione dello stesso OS ; da qui è ben comprensibile come altri siano ben poco disposti a migrare ad un OS interamente nuovo […]

Che sia l’alternativa a Linux [livello pubblico/aziendale] senza rinunciare ad applicazioni [software] Microsoft based ? … senza dubbio merita particolare attenzione !!!

enjoy !

Logo ufficiale di ReactOS

home page : http://www.reactos.org/it/index.html