Macchè reputation, è in atto l’addio alle grandi marche!

ValoriDomenica La Republica ha pubblicato un articolo di Barbara Ardù che commentava un’indagine del Consumer’s Forum cordinata da Giampaolo Fabris docente al’Università S.Raffaele di Milano. La ricerca fotografa le scelte degli italiani in fatto di acquisti ed evidenzia un calo costante nella fedeltà alla marca e del fascino del marchio. Secondo questa ricerca da fedeli che eravamo, siamo diventati poligami e promiscui: 25% (erano oltre il 50 quindici anni fa) i fedeli, oltre il 50% i poligami, oltre il 20% i promiscui.

La fedeltà in declino o l’infedeltà dipende dalla convinzione che il prezzo non sia più sinonimo di qualità e ormai 4 italiani su dieci non riescono più a distinguere tra prodotto originale e falso di marca (d’autore?). Nessuna novità per quanti hanno letto Gomorra il bel libro di Saviano! Le preferenze vanno al low cost e toccano non solo consumatori a basso reddito ma tutte le classi sociali. Insomma viva IKEA e Ryanair!

Questa indagine da poco condotta dovrebbe incoraggiare quanti stanno collaborando in Marketingagorà a proseguire nella loro riflessione sulla necessità di una visione del mercato e del marketing diversa o quantomeno più in sintonia con i cambiamenti culturali e comportamentali che hanno interessato i consumatori e stanno determinando l’emergere di nuovi atteggiamenti più consapevoli, critici, liberi e nomadi.

Se ci guardiamo intorno credo che nessuno di noi possa ipotizzare la sparizione o la crisi delle marche, certamente però nessuna marca può oggi godere di posizioni di rendita. Da qui la necessità di nuovi approcci marketing, nuove tecniche per la creazione di conversazioni durature con il cliente/consumatore e nuove iniziative per costruire fedeltà, fidelizzazione e soddisfazione su posizioni più etiche e paritarie.

Rimane il dubbio che la ricerca confermi soltanto che stiamo vivendo una recessione in atto e che, passata la tempesta, tutto ritorni ad essere più o meno come prima!

O no?

carlo

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