Web Voyager : WWW-World Wide Web and W3C-W3 Consortium

È in Svizzera, e precisamente al CERN  di Ginevra, che in Europa viene studiata l’origine dell’Universo.

In questo celebre centro di ricerca europeo, nasce anche il World Wide Web.

Era il 1989, quando Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, due ricercatori del Robert Cailliau Cern, proposero un metodo più semplice e veloce per scambiare informazioni con altri ricercatori. [The first community].

I ricercatori erano assidui utilizzatori di computer, conoscevano bene gli strumenti elettronici ed altrettanto sapevano servirsi adeguatamente di questi strumenti.

C’era bisogno di un sistema che non fosse legato ad un solo costruttore. E quindi non sarebbe stato possibile crearlo in una società commerciale perché sarebbe stato un sistema privato e quindi non aperto a tutti !

Nel 1990 nascono le prime applicazioni standard e poco dopo è -EXPLOSION- nasce il Web, il sistema di gestione delle informazioni che ha reso Internet un fenomeno mondiale.

WWW – World Wide Web

A partire dal 92′-93′, racconta Tim Berners Lee :

“abbiamo cercato delle collaborazioni all’esterno. Innanzitutto abbiamo stretto collaborazioni con la Commissione Europea – che è legata anche all’industria europea.

Poi abbiamo pensato che fosse necessario fare un consorzio per essere sicuri che lo standard del Web fosse salvaguardato dagli attacchi di una gestione dall’alto.

Questo consorzio era bene che fosse fatto là dove c’era la più grande attività su Internet, negli Stati Uniti. Così abbiamo stretto una collaborazione tra il CERN e il MIT“.

W3C : W3 Consortium

Il W3C è un consorzio che unisce esperti nel campo informatico per creare il Web del futuro. In questa struttura vengono ideati i formati che faranno funzionare Internet nei prossimi anni. Più semplicemente, viene creata l’architettura della Rete.

Attraverso un sistema client-server, ove un programma server fornisce a richiesta pagine ipertestuali ai clients, fu possibile creare una rete mondiale per la comunicazione e trasmissione dati.

Protocolli di trasferimento :  l’ HTTP [ Hypertext Transfer Protocol ], un protocollo che veicola semplici richieste testuali e viaggia su TCP/IP [ Transmission Control Protocol/Internet Protocol ].

Il linguaggio in cui sono codificati i documenti trasmessi e’ l’HTML [ Hypertext Markup Language ], un formato di pagine testuali, entro cui sono inseriti marcatori [Tags] che specificano le funzioni logiche delle parti del testo.

E’ il 25 maggio 1994 quando a Ginevra si tiene la prima conferenza mondiale sul WWW. La seconda si terrà a Chicago nell’ottobre dello stesso anno. Da quegli incontri si getta la base per il W3 Consortium, noto come W3C, la cui prima riunione è del dicembre del ’94.

Il consorzio W3C sviluppa tecnologie che garantiscono l’interoperabilità [specifiche, guidelines, software e applicazioni] per guidare il World Wide Web fino al massimo del suo potenziale agendo da forum di informazioni, comunicazioni e attività comuni.[maggiori approfondimenti  – W3C Italia].

A volerlo è proprio lo stesso Tim Berners Lee allo scopo di garantire uno sviluppo pubblico universale e aperto delle tecnologie Web e per sottrarre la Rete alla gestione delle grandi aziende.

Tim Berners Lee - Net Neutrality

Tim Berners Lee : Talk about Net Neutrality [Video]

To be continued …

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Web Voyager : Weblog Story – Pills

Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997 – Dall’archivio storico di scripting.com un primo esempio dell’attuale blogging moderno

[This page was last built on Tue, Apr 1, 1997] .

La versione tronca Blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito : “For What It”s Worth I”ve decided to pronounce the word “weblog” as wee”- blog. Or “blog” for short” dando origine al verbo “to blog” [ovvero: bloggare, scrivere un blog].

Nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.

Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “traccia sulla rete”.

Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America [nel Agosto 1999 Pyra Labs – azienda che ha creato la popolare tecnologia per i weblog – ] rilascia Blogger,  community blog acquisita nel febbraio 2003 da Google.

Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog [Splinder].

La possibilità  di pubblicare documenti su Internet si evolve cosi da privilegio di pochi a diritto di tutti!

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette templates.

Il blog permette a chiunque, in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia.

Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Un blogger è chi scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog è detto blogosfera [english: blogsphere].

Curiosità  : Il 17 aprile 2003 – Elliott Masie [Guru internazionale dell’ e-learning]  scrisse  nel primo post del suo blog “I am fascinated by the BLOG model” .

Il 12 dicembre 2005 – Sir Tim Berners Lee scrive il suo primo post : So I have a blog – In 1989 one of the main objectives of the WWW was to be a space for sharing information. It seemed evident that it should be a space in which anyone could be creative, to which anyone could contribute. The first browser was actually a browser/editor, which allowed one to edit any page, and save it back to the web if one had access rights … [timbl’s blog]

[CERN: Ginevra – Ottobre 2007] Robert Cailliau nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival della Scienza, [la manifestazione scientifica ospitata a Genova dal 25 ottobre al 6 novembre 2007].

“Quando abbiamo creato le prime pagine web, stavamo a tutti gli effetti aggiornando un blog, nonostante il termine non fosse stato ancora inventato”

“È uno strumento straordinario, seppur ben lontano dall’essere maturo. Ha le potenzialità di portare nuova informazione e di scuotere le coscienze in relazione a temi sociali importanti, dall’ecologia alla politica”.

Anche il Festival della Scienza sperimenta questa formula.

[via : visionpost.it]

Etica e aspetti legali:

Electronic Frontier Foundation [EFF] : Legal Guide for Bloggers

See also : Blogger’s Code of Conduct [Tim O’Reilly]

Disponibile una traduzione in lingua italiana per gentile concessione di

Stefano Nurchi  [Casperize.com]  -Codice di condotta dei blogger- 

[testo del 14 Aprile 2007]

keep on blogging

to be continued …

Web Voyager : from web 2.0 to … ? The Neverending Story !

Forse Se ne parla più di quanto se ne usi, e ancora non per tutti è chiaro il concetto di Web 2.0

Altrettanto sono ancora numerosi gli equivoci da sciogliere !

I primi rumors nei confronti del web 2.0 risalgono al 2005 ,  stampa , media, website e  blogosfere [blogger] sono corsi a riempire le proprie pagine di questo termine.

Le origini di questo concetto però risalgono al 2004, durante la preparazione di una conferenza il cui tema era improntato sulla rinascita del fare Web e ristrutturazione dell’intero sistema.

la Web 2.0 conference si svolse dal 5-7 Ottobre 2004 nelle sale congressi del Hotel Nikko in San Francisco .

web 2.0 è un’espressione inventata da Dale Dougherty di O’Reilly Media casa editrice americana specializzata in pubblicazioni riguardanti le nuove tecnologie e Internet, in collaborazione con Craig Line di MediaLive International. [praticamente uno slogan].

web 2.0 : non vuole essere una rivoluzione degli schemi classici del web tradizionale, ne tantomeno un passaggio da una tecnologia all’altra, ma bensì una evoluzione in corso, una seconda versione proiettata verso un qualcosa di nuovo, l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi.

Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi,l’accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai cellulari al televisore alla radio e tutto ciò che sfrutterà la tecnologia digitale.

Fenomeni come il blogging, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di sito, servizio o piattaforma hanno avanzato velocemente. Il filo conduttore, infatti, del web 2.0 è proprio la collaborazione e la condivisione, l’interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla tecnologia.

Il web 2.0 non è l’evoluzione di una tecnologia, come detto, ma poggia su una base tecnologica in continua evoluzione. In particolare, le tecnologie alla base del web 2.0 sono:

XML o eXtensible Markup Language – API o Application Program Interface – Web ServicesAJAX o Asynchronous JavaScript and XML.

Grazie all’uso di queste tecnologie e alle loro combinazioni, sono possibili servizi integrati che sfruttano singole applicazioni da diversi siti web. Piena possibilità di comunicazione e interazione tra i vari siti e servizi, sviluppati o utilizzati in modalità condivisa e collaborativa.

esempi : Collaborare e condividere
Il nuovo elemento collaborativo del web 2.0 trova la sua piena espressione negli strumenti di comunicazione pura, come i wiki e i weblog.

Il modello gerarchico del sapere, espresso dalle enciclopedie generaliste o tematiche, sta tramontando rapidamente.

Ad affermarsi è invece il modello condiviso, per cui gli utenti costruiscono insieme l’enciclopedia, raggruppando liberamente e gratuitamente saperi e competenze diverse, al servizio di altri utenti. È Wikipedia !

L’esempio da seguire, allo stesso modo, la presenza privata online [i vecchi siti personali], ha lasciato spazio al fenomeno dei weblog, più semplici da realizzare e gestire, e più immediati in termini di comunicazione. Talmente immediati che i professionisti della comunicazione non vi rinunciano.

techno-utopie : Un web usercentrico – Il sito personale diventa dinamico e user-friendly: nasce il weblog, nascono i servizi sociali il vantaggio c’è, è tecnico e dovrebbe essere per tutti.

 understanding web 2.0 

Understanding Web 2.0

Ma non tutti gli individui contribuiscono in prima persona ai processi collettivi ;  spesso solo un’esigua minoranza determina i comportamenti di una grande maggioranza silente e inattiva.

Secondo la regola dell’1% o “1:10:89”, su 100 utenti di una piattaforma ad architettura partecipativa solo 1 contribuisce attivamente con propri contenuti ; 10 partecipano di tanto in tanto alle attività minime della vita di community [commento, ranking, tagging]; i restanti 89 fruiscono passivamente. […]

[read more : Apogeo – È davvero collettiva l’intelligenza del web 2.0? di Nicola Bruno]

D’obbligo è un riferimento al cosiddetto web 2.0, tanto osannato quanto criticato :

Robert Cailliau, co-inventore con Tim Berners-Lee del web, parla dei primi 17 anni di vita della rete. Critica, a sorpresa, Wikipedia, e il web 2.0.

“Wikipedia incarna ciò che non avremmo voluto che diventasse il web”.

“Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, poiché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di web”.

“Il web 2.0 non esiste, si tratta solo di un uso sociale della rete, ma non è una novità. Fin dal primo giorno, la rete è nata con l’obiettivo di mettere in condivisione contenuti e in contatto persone. Semplicemente, ora è più facile farlo”.

Nessuna innovazione tecnologica, perché non siamo di fronte a una tecnologia, ma la diffusione di interconnessioni, che è proprio delle strutture a rete. È possibile diffondere l’informazione, la conoscenza e, addirittura, produrre saggezza” […] [Robert Cailliau]

[via : visionpost.it]

L’ utopia di un uomo :

The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect 

[Tim Berners-Lee : co-inventore del World Wide Web]

Anche in questo caso pur volendo essere ottimisti [buoni] piu del 50% degli attuali documenti/contenuti/servizi on line, in particolar modo “user-generated” [contenuti generati dagli utenti] risultano un vero è proprio ex muro di Berlino –archielettronico- , ciò non consente agli utenti diversamente abili di partecipare alle varie attività sociali e di vivere in piena autonomia la rete !!!

Mettendo una mano sulla coscienza bisogna dire che la condivisione dei contenuti non sempre corrisponde alla conoscenza e l’accessibilità a tali contenuti non è certo ancora appannaggio di tutti: il technology divide esiste !

Il futuro : … dove stiamo andando ?

I have a dream “semantic web” [1999]

“I have a dream for the Web in which computers become capable of analyzing all the data on the Web – the content, links, and transactions between people and computers.

A ‘Semantic Web’, which should make this possible, has yet to emerge, but when it does, the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The ‘intelligent agents’ people have touted for ages will finally materialize”.

[Tim Berners Lee] … e quelle proiezioni si rivelano il futuro prossimo.

semantic web : code name – web release 3.0 !

“Il web semantico è un’estensione del web di oggi, in cui all’informazione viene dato un preciso significato, permettendo ai computer ed alle persone di lavorare in cooperazione.”

Approcci al web semantico : websemantico.org by Pasquale Popolizio

 Tim Berners-Lee talk about semantic web

Tim Berners-Lee : talk about semantic web

to be continued …

 

Bubbles : The AspiraNet dream …

Internet cambia le relazioni e quindi la struttura fondamentale di ogni business, perchè le inverte. Le persone e le imprese accedono liberamente alle informazioni presenti sul Web, scegliendo loro quello cui sono interessati e dove investire i loro soldi. [1]
Dr. Mario Pagliaro CNR-ISEM

AspiraNet Dream [1] vale la pena leggerselo anche se non si amano i computer e non si è mai utilizzata Internet in vita propria.

Ho fatto un sogno. Internet era diventata un’aspirapolvere gigantesca e si accaniva su tutti gli orrori della società  industriale. Doveva avere un miliardo di watt perchè succhiava velocissima fabbriche decotte e impianti d’inquinamento. Ingoiava come una furia, aspirava discariche e veleni sparsi nell’aria. In pochi secondi ripuliva due o tre secoli di modernità  industriale.

Un’ora dopo era tutto finito, il cielo era di nuovo blu e molti si erano messi a pescare nei fiumi delle citta’. Qualcuno aveva visto perfino trote saltellare. E non l’avevano nemmeno sottoposto a perizia psichiatrica.

La Terraferma aveva proprio un’aria migliore: non l’avevo mai vista così. Neanche in tv. E il sogno continuava. Internet-aspirapolvere stavolta se la prendeva con la burocrazia. Succhiava forte negli uffici postali e sparivano i libroni delle raccomandate. Aggrediva il catasto, dissolvendo secoli di pratiche. Osava perfino avventurarsi nelle scuole, divorando milioni di pagelle ed esami.

Tutto finito. Digitalizzato. Un sogno bellissimo. Ora toccava alle automobili. Catalizzate o no l’AspiraNet non si faceva commuovere: nebulizzava utilitarie e fuoriserie, assorbiva benzinai e gommisti. Agli elettrauto era toccato per ultimi. Forse per via di un qualche sussulto di emozione di fronte all’antenato e all’elettricità .

Era un sogno lunghissimo. Alla fine la Terraferma aveva l’aria di uno di quei posti per le vacanze assolute: tutto bianco, lindo, senza rumore. Vacanze in città  senza ferragosto. Via le industrie inquinanti, via le auto assordanti, via la burocrazia ossessionante, via le code, via le file, via le poste dell’ottocento, via tutto. Erano spariti due secoli interi, due secoli utili ma pure alienanti, sporchetti e iquinanti. Solo che a questo punto mi sono svegliato.

Sono sveglio, ma il sogno dell’AspiraNet ce l’ho ancora. Eccolo il mio sogno: Internet che ammazza l’inquinamento perchè uccide le aziende che lo producono. Moriranno perchè fanno cose che non servono più. Nessuno le compra. Nessuno le produce. Fine.

Internet che uccide la burocrazia. Essere efficienti è così facile con la Rete che ci riusciranno perfino negli uffici.

E se non ci riusciranno poco male: ne faremo a meno lo stesso.

Internet che azzera la carta, tiene tutto in Rete, salva gli alberi. Chi ha bisogno di possedere la conoscenza quando può averla in due memorie ? : la sua cultura è quella on line.

Internet che ci rende ubiqui, un po’onniscienti, velocissimi. Moltiplica le idee, le fa viaggiare veloci e gratis. Azzera i vantaggi consolidati, annulla le rendite di posizione. In piedi, seduti e sdraiati: Internet dappertutto. Siamo tutti svegli. E Internet esiste sul serio.

Meno male !  [Francesco Carlà ]

[1] testi e spunti tratti dalla recensione di Simulmondo by Mario Pagliaro.

bubble

next stop : Web 2.0 ?