Brand Advocacy

Iniziamo l’anno riprendendo il discorso da dove ci eravamo [sof]fermati per la pausa natalizia.

La Brand advocacy è infatti in chiave di comunicazione d’impresa uno dei principali obiettivi dell’esercizio di influenza.

La Brand advocacy è l’atto spontaneamente compiuto dall’individuo di raccomandare/consigliare a conoscenti ed amici un determinato prodotto/brand così da influenzarne le scelte. Rappresenta evidentemente il fine ultimo del word of mouth marketing e dei processi di influenza che lo generano.

L’ European Advocacy Study ha preso in considerazione cinque categorie di prodotto ed analizzato le dinamiche di influenza da parte degli individui in quattro nazioni Italia inclusa.

La ricerca è stata condotta attraverso 4mila interviste on line e le categorie di prodotto prese in considerazione sono state: automobili, personal computer, telefoni mobili, superalcolici e apparati televisivi. I risultati emergenti sono davvero d’interesse per chi si interessa a quest’area del marketing e della comunicazione e, ovviamente, in particolare per coloro che intervengono professionalmente nei succitati mercati.

Il primo aspetto preso in considerazione dalla ricerca era teso a paragonare l’efficacia della brand advocacy nello stimolare le vendite di un determinato prodotto/brand in comparazione all’efficacia della pubblicità tradizionale.

In Europa tale efficacia parrebbe essere cinque volte superiore, mentre, in specifico riferimento al nostro paese, le categorie che maggior beneficio trarrebbero sono le automobili ed i personal computer.

Proportion of consumers prompted to purchase by Brand Advocacy

Europe UK Germany Spain Italy
All Categories 37.3% 39.9% 29.4% 38.1% 39.8%
TV 24.7% 31.0% 18.5% 22.2% 26.1%
Mobile 32.1% 34.6% 28.9% 24.8% 39.3%
PC 31.0% 34.4% 26.8% 27.5% 35.5%
Auto 48.1% 45.3% 28.6% 56.8% 54.2%
Spirits 46.4% 49.7% 39.8% 55.6% 39.4%

[Fonte: European Advocacy Study]

Come emerge dalla tavola di sintesi soprariportata oltre un terzo degli acquisti effettuati sono frutto delle raccomandazioni e della relativa influenza esercitata dalle stesse. L’Italia, tra le nazioni prese in considerazione, pare essere quella dove questo fattore maggior influenza esercita.

E’ interessante notare come questo avvenga sia per prodotti “complessi” e di elevato valore unitario in termini di atto di acquisto quali, in primis, le automobili ma anche per prodotti più semplici e con prezzi di vendita inferiori quali i superalcolici.

Per ulteriori dettagli vi rimando alla lettura dell’abstract della ricerca.

Vorrei, in conclusione, sottolineare che l’elemento emergente dalle ricerca quale driver principale per costruire la brand advocacy è costituito dalla capacità di deliziare l’individuo proponendo e facilitandogli esperienze positive ed inattese.

Se vi fossero stati ancora dei dubbi sul valore del passaparola [on & off line] e dell’influenza la ricerca lo dissipa definitivamente. Ovviamente tutta l’organizzazione aziendale deve essere tesa verso questo obiettivo affinché si possano effettivamente costruire esperienze positive; tenteremo di approfondire questo aspetto confrontandoci sui concetti di management 2.0 a breve.

Anche per oggi, adesso a voi la parola.

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