Web Voyager : Weblog Story – Pills

Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997 – Dall’archivio storico di scripting.com un primo esempio dell’attuale blogging moderno

[This page was last built on Tue, Apr 1, 1997] .

La versione tronca Blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito : “For What It”s Worth I”ve decided to pronounce the word “weblog” as wee”- blog. Or “blog” for short” dando origine al verbo “to blog” [ovvero: bloggare, scrivere un blog].

Nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.

Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “traccia sulla rete”.

Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America [nel Agosto 1999 Pyra Labs – azienda che ha creato la popolare tecnologia per i weblog – ] rilascia Blogger,  community blog acquisita nel febbraio 2003 da Google.

Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog [Splinder].

La possibilità  di pubblicare documenti su Internet si evolve cosi da privilegio di pochi a diritto di tutti!

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette templates.

Il blog permette a chiunque, in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia.

Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Un blogger è chi scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog è detto blogosfera [english: blogsphere].

Curiosità  : Il 17 aprile 2003 – Elliott Masie [Guru internazionale dell’ e-learning]  scrisse  nel primo post del suo blog “I am fascinated by the BLOG model” .

Il 12 dicembre 2005 – Sir Tim Berners Lee scrive il suo primo post : So I have a blog – In 1989 one of the main objectives of the WWW was to be a space for sharing information. It seemed evident that it should be a space in which anyone could be creative, to which anyone could contribute. The first browser was actually a browser/editor, which allowed one to edit any page, and save it back to the web if one had access rights … [timbl’s blog]

[CERN: Ginevra – Ottobre 2007] Robert Cailliau nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival della Scienza, [la manifestazione scientifica ospitata a Genova dal 25 ottobre al 6 novembre 2007].

“Quando abbiamo creato le prime pagine web, stavamo a tutti gli effetti aggiornando un blog, nonostante il termine non fosse stato ancora inventato”

“È uno strumento straordinario, seppur ben lontano dall’essere maturo. Ha le potenzialità di portare nuova informazione e di scuotere le coscienze in relazione a temi sociali importanti, dall’ecologia alla politica”.

Anche il Festival della Scienza sperimenta questa formula.

[via : visionpost.it]

Etica e aspetti legali:

Electronic Frontier Foundation [EFF] : Legal Guide for Bloggers

See also : Blogger’s Code of Conduct [Tim O’Reilly]

Disponibile una traduzione in lingua italiana per gentile concessione di

Stefano Nurchi  [Casperize.com]  -Codice di condotta dei blogger- 

[testo del 14 Aprile 2007]

keep on blogging

to be continued …

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Numerica & Ponderata

Ci sono alcuni momenti della vita che a noi tutti restano impressi in maniera indelebile. Tra questi, personalmente, annovero il mio primo lavoro come assistant product manager in una grande azienda del largo consumo alimentare.

Giorni di sfida, di crescita personale e professionale, che ricordo con complessiva grande soddisfazione anche se le giornate trascorrevano con attività prevalentemente [in termini di impiego di tempo] esecutive a fare i conteggi dei primi 3×2 alle catene della GDO o sui libroni dei servizi family e retail della Nielsen.

E’stato allora che , mentre attaccavo alla lavagna apposta dietro alla mia scrivania l’ennesimo rotolo di carta da calcolatrice utilizzata per i precitati conteggi [siamo nel 1987, per dovere di cronaca], ho appreso e compreso il significato di numerica e ponderata.

Nello specifico i miei riferimenti erano relativi alla allora emergente GDO [forse qualcuno dei lettori si ricorderà delle mitiche “sette sorelle”] che numericamente aveva un peso estremamente ridotto in termini di numerosità dei punti vendita ma già allora sviluppava un peso sulle vendite complessive dei prodotti di cui ero co-responsabile di rilevanza. Quella era, appunto, la ponderata che l’istituto di rilevazione ci forniva; il peso specifico di quei punti vendita sul totale del sell out dei prodotti/mercati presi in considerazione.

Sarà certamente l’ennesimo anacronismo o, forse,il nostalgico ricordo di un misero consulentuncolo della più povera delle province della ricca Emilia Romagna ma mi sfugge davvero perché questo preistorico concetto del marketing e delle rilevazioni di mercato non possa essere apparentemente applicato alla comunicazione on line e, quindi, ai blog.

Non passa giorno senza il quale non appaiano formidabili rivelazioni sulla vera natura dei blog e su quali siano i parametri di successo di questo, originariamente, user generated media.

L’ultimo in ordine di apparizione arriva addirittura dal blog del Laboratorio sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università di Venezia che venerdì scorso pubblica un articolo dal suggestivo titolo: Per un analisi dei fattori di affermazione di un blog.

Tutte le volte che qualcuno parla di questo argomento o collaterali la blogosfera italiana si infiamma ed anche in questo caso sono ben 178 i commenti [al momento della redazione di questo articolo] al precitato articolo che parrebbe fare parte di più ampie trattazioni, o meglio, forse, disquisizioni, sul tema.

Nell’articolo vengono proposti, con una genericità disarmante, i fattori esogeni e endogeni per l’affermazione di un blog identificandone apparentemente gli elementi salienti per ciascuna delle due aree.

Terrificante!

Terrificante è la genericità in termini di applicazione dei concetti proposti ed ancorpiù terrificante è che questo avvenga per mano di autorevoli professori che propinano queste genericità ad ignavi discenti.

Terrificante è racchiudere sotto una unica egida il blog in assoluto come entità astratta, come se si inglobassero, a titolo esemplificativo, pubblicazioni cartacee senza fare distinzione tra “Il Sole24Ore” e la “Nuova Ferrara” o tra “Panorama” & “L’impresa”.

Terrificante è il presupposto per il quale il blog “di successo”, corrisponda necessariamente a il blog con accessi e commenti a profusione dal quale parte l’autore dell’articolo.

Di recente abbiamo effettuato una review sulle differenze che esistono all’interno della macrocategoria definita external corporate blog in un articolo il cui titolo [“Si fa presto a dire blog“] parrebbe calzare su misura relativamente agli insegnamenti e considerazioni fatte dall’illuminato docente dell’Università di Venezia.

Cogliamo oggi l’occasione per ricordare che la numerica e la ponderata sono due elementi ben distinti, così come distinti sono gli obiettivi di comunicazione di un blog, personale o aziendale che sia.

Invitiamo professori, esperti dei new media e blogstar a riconsiderare con maggior attenzione la componente ludica che Caterina riprende amplificando e, soprattutto, qualificando gli aspetti sottintesi [o dimenticati] da loro o, in alternativa, ad esimersi da esprimere opinioni, peraltro trite e ritrite, e concentrarsi su fatti confutati da ricerche magari anche empiriche.

A breve il gruppo di collavorazione partirà con una sperimentazione relativamente ai risultati di un external corporate blog di natura locale e con una desk research inerente successo ed autorevolezza di alcuni blog italiani cercando, appunto, di opporre fatti alle opinioni.

Speriamo davvero di far si che i fattori esogeni ed endogeni non divengano patogeni. Stay Tuned and partecipate.