Wal Mart aumenta il vantaggio sui giganti della GDO

Il vantaggio competitivo di Wal Mart, basato sulla formula “ogni giorno il prezzo più basso” con la migliore qualità del servizio, continua a mietere successo nonostante le gravi vertenze con i lavoratori per comportamento antisindacale, discriminazione salariale e intensificazione dei ritmi di attività.

Il rapporto “Global powers of retailing” 2008, preparato da Deloitte per “Stores” e presentato domenica all’apertura dell’annuale National retail federation big show in New York City, mostra che la più grande azienda del mondo nel 2007 ha aumentato il suo vantaggio in vendite e utili sui più vicini concorrenti Carrefour e Home Depot.

Wal Mart è sempre abbondantemente prima tra i 250 giganti mondiali della grande distribuzione e organizzata. Le sue vendite superano quelle delle quattro aziende, che la seguono nella classifica elaborata dai redattori del rapporto.

I primi 16 gruppi della GDO mondiale

Posizione

Azienda

Paese

Vendite
(milioni $)

Utili
(milioni $)

Crescita
%

2007 2008
1 1 Wal Mart USA

344.992

11.284

11,1

2 2 Carrefour Francia

97.861

2.850

2,3

3 3 Home Depot USA

90.837

5.761

11,1

5 4 Tesco Regno Unito

79.976

3.549

12,5

4 5 Metro Germania

74.857

1.327

4,0

6 6 Kroger USA

66.111

1.115

5,7

7 7 Target USA

59.490

2.787

8,3

8 8 Costco USA

58.963

1.103

11,6

9 9 Sears USA

53.012

1.490

8,0

10 10 Schwarz Germania

52.422

12,0

11 11 Aldi Germania

50.010

4,4

14 12 Walgreen USA

47.409

1.751

14,0

13 13 Lowe’s USA

46.927

3.105

16,2

12 14 Rewe Germania

45.850

2,2

24 15 Seven&I Giappone

45.692

1.142

15 16 Auchan Francia

43.835

937

5,6

I dati indicano che

– il 37% delle aziende considerate e il 45,5% delle vendite sono degli USA;
– più della metà delle prime 15 aziende del grandissimo dettaglio è ugualmente americana;
– 6 aziende cinesi sono tra quelle cresciute più velocemente;
– i settori del commercio al dettaglio più globalizzati sono quelli dei prodotti elettronici, dell’arredamento e del giocattolo.

Tra le 250 aziende ce ne sono cinque italiane: Coop è 51ª con vendite per 13 miliardi e 702milioni di dollari e una crescita del 5,1%; Conad è 80° con 9 miliardi e 299 milioni e una crescita del 9,5%; Esselunga è 124ª con 5 miliardi e 694 milioni di vendite, utili per 226 milioni e una crescita dell’8,2%; Luxottica è 162ª con 4 miliardi e 138 milioni, utili per 533 milioni e una crescita del 9,3%; Pam è 226ª con vendite per 3 miliardi e 26 milioni e una crescita del 4,0%. Le vendite complessive della GDO italiana sono di poco superiori all’1% di quelle realizzata da Wal Mart.

Il rapporto prevede un 2008 difficile per la grande distribuzione alimentare in Europa, negli USA e nell’America Latina.

Guardando a tre anni i ricercatori stimano che, proseguendo le tendenze attuali, ci potranno essere degli sconvolgimenti nella classifica delle prime 10 aziende. Il più significativo potrebbe essere l’avanzata di Tesco al secondo posto, in sostituzione di Carrefour.

[Via]

4 Risposte

  1. Pierluca
    il tuo post è interessante perchè richiama l’attenzione su un mercato che sembra immarcescibile e capace di generare una crescita continua. In realtà sappiamo bene che la grande distribuzione sta attraversando un peridodo dificile dovuto sia alle condizione non felice delle nostre economie ma anche a comportamenti, abitudini e bisogni che cambiano.

    Il riferimento alla situazione italiana ci ricorda come il nostro provincialismo ( falce e carrello) non ci ha aiutato a diventare competitori globali e anche come il successo nostrano di un player come Esselunga debba comunque sempre essere valutato in prospettiva e comparandolo con le strategie vincenti e forse più innovative di altre realtà.

    Sarà sicuramente interessante osservare la situazione in un’ottica temporale. Qui però potrebbe essere essere più interessante avere maggiori informazioni su questo mercato da parte di coloro che vi operano. Per farci un’idea più completa, per attrezzarci a comprendere meglio il fenomeno e avanzare delle nostre idee e riflessioni.

    Carlo

  2. Caro Carlo,
    L’Italia è fatta di mille campanili ed il provincialismo è una delle caratteristiche e delle risultanze più evidenti, basto aprire un quotidiano nazionale e confrontarlo con quelli delle altre nazioni europee per rendersene conto.
    La nostrana GDO – oltre ad avere oggettive differenze di dimensioni di mercato – è carente di qualsivoglia strategia d’insegna da sempre abbandonandosi solo a tatticismi promozionali che nel lungo non producono alcun risultato se non la riduzione dei margini.
    Speriamo che Alberico “ci illumini”.
    Un abbraccio.
    Pier Luca santoro

  3. Lungi da me la pretesa di illuminarvi… :-)
    Comunque come scritto sull’altro blog, uno dei veri valori aggiunti del rapporto di Deloitte è quello di definire ogni anno una linea di tendenza. Quest’anno più che mai la parola d’ordine è globalizzazione. E se guardiamo alle aziende italiane della classifica si capisce subito quale è destinata a permanere alla lunga (Luxottica, of course) e quali a scomparire (a meno che non si cambi strategia). Forse quelli di Conad hanno capito l’andazzo e con Coopernic stanno cercando di fare qualcosa ma tutti gli altri sono chiusi nei loro localismi (anche Coop che per quanto vista come unbitaria è pur sempre una “federazione”).
    Altro aspetto interessante è che il report fa riferimento ai dati 2006 (che per alcuni retailer presi in considerazione vuol dire chiusura dell’esercizio fiscale a metà 2007). I dati quindi non sono (per forza di cose) aggiornatissinmi con le ultimi vicissitudini.
    Carrefour-Tesco. I francesi solo in queste settimane hanno cominciato a porre riparo ad una serie di risultati negativi con una rifocalizzazione strategica (pare che abbiano messo in piedi un comitato internazionale all’interno dell’HQ per trasferire da una country all’altra le best practice). Gli inglesi invece sono molto focalizzati, hanno le idee chiare di dove vogliono andare e lo stanno facendo anche molto bene. Sono entrati in nuovi mercati con una strategia aggressiva e azzeccata (vedi gli States), Stanno ampliando il loro core business in paesi ad elevati tassi di crescita (est europa e far east) e nei mercati maturi (quello domestico ed europeo) stanno ampliando il loro focus con una serie di “diversificazioni” e stanno puntando pesantemente sui servizi.
    In sostanza? Povera Italia…

  4. […] Wal Mart aumenta il vantaggio sui giganti della GDO […]

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