The process of influence in the many to many communication era

Alcune persone hanno la capacità di interpretare in maniera anticipatoria la realtà decodificando i mutamenti in atto prima e meglio di altri. Essi sono certamente dotati di una vivacità intellettuale fuori dal comune che manifestano concretamente attraverso lo sviluppo e la finalizzazione di ricerca costante applicata ai campi di loro interesse.

Queste persone vengono spesso catalogate come visionarie poiché la resistenza al cambiamento insita nella natura umana e la generale incapacità di cogliere i segnali deboli da parte della maggioranza della popolazione fa sì che le loro proposte vengano complessivamente sottovalutate.

Per quanto riguarda i processi di comunicazione e la loro applicazione nell’ambito della comunicazione d’impresa è questo certamente il caso delle tesi del celeberrimo Cluetrain Manifesto [ITA] ancora oggi ampiamente sottovalutato e sottoimpiegato , delle TAZ di Akim Bey [Temporary Autonomous Zone] e di Manuel Castells in The Rise of the Network Society.

In riferimento ai processi di influenza ed all’impatto che internet nel suo complesso ha avuto e sviluppa in quest’ambito, è illuminante l’osservazione di Castells che ho già avuto modo di segnalare:
“La logica di rete induce una determinazione sociale di livello superiore rispetto a quello degli interessi sociali specifici espressi nelle reti; il potere dei flussi afferma la sua priorità sui flussi del potere”

Questa considerazione è stata sottovalutata probabilmente anche per il contenuto potenzialmente minacciante sotto il profilo politico ma sintetizza ottimamente le attuali logiche dei processi e dei drivers dell’influenza.

Come riportato nella sintesi del recente studio effettuato dal PIC [Project Internet Catalonia]: “The world of communication is becoming populated by proactive creators of messages rather than by vegetative coach potatoes“.

L’impatto che questi elementi determinano in relazione al processo di influenza, alle sue dinamiche ed ai suoi attori è segnalato , come soprariportato, da tempo e richiamato recentissimamente da Gianluca Diegoli e Italo Vignoli.

La struttura dell’influenza ha una forma a diamante e non piramidale come eravamo normalmente abituati a credere; l’ipotesi comune secondo la quale pochi influenzatori, i cosiddetti opinion leaders, con molte connessioni dirette ed indirette sarebbero in grado di influenzare una vasta proporzione della popolazione appare inaccurata suggerendo invece un ruolo ed un potenziale significativo alla maggioranza costituita dai “moderately connected”. Questo è il vero impatto che gli users generated media stanno avendo sulla struttura della comunicazione, delle relazioni e, quindi, dell’influenza.

Il declino di attenzione nei confronti dei mainstream media e la relativa inabilità al controllo dell’informazione che il passaggio da one to many a many to many comportano la rivoluzione che solo ciechi [pour cause] passano inavvertita. La portata di questi fenomeni attraversa la società nella sua complessità esercitando il suo impatto in tutto quello che è comunicazione e relazione siano politica o d’impresa.

Anche le motivazioni ad esercitare questa influenza sono complessivamente mutate come illustra questo video che esplica la circolarità e l’automotivazione come principali drivers.

Questi elementi, con finalmente riferimenti anche alla nostra realtà nazionale, sono contenuti ed analizzati come sempre con professionalità e ricchezza di esemplificazioni in “Economia della felicità. Dalla blogosfera al valore del dono e oltre” dell’ottimo Luca De Biase che avendo appena terminato di leggere vi raccomanderei, se posso [sempre in tema di influenza e motivazioni], di annoverare tra le vostre letture/regali di natale.

sphere-of-influence.jpg

Lunedì verrà pubblicata una prima mappa concettuale su questo tema all’interno di questi spazi poiché questo tema oggi sinteticamente affrontato è certamente uno degli aspetti centrali tra gli output che tenteremo di fornire nel tempo.

22 Risposte

  1. “Coach” potatoes o “Couch” potatoes?
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/4108964.stm

    Fare “zapping” davanti alla TV è più passivo che navigare da una “conoscenza” all’altra, magari lasciando messaggi “proattivi” …

    .. ma se ci confrontiamo con la capacità individuale di definire e risolvere problemi (problem posing/solving) .. temo che il concetto di “couch” potato si possa estendere anche al Wev surfer …

    – luigi

  2. Caro Luigi,
    Potenza del copia e incolla, non mi ero accorto dell’errore grazie della segnalazione.
    La televisione mi annoia mortalmente e ne vivo la visione solo come momento per stare seduto accanto alla mia paziente compagna…………..normalmente duro poco comunque.
    A proposito di problem setting lunedì [come “promesso”] pubblicherò la mappa d’insieme del processo di influenza e delle sue variabili così da avere, appunto, il setting per poi poterci lavorare sopra.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

    PS: Mi astengo dall’esprimere la mia opinione sui “couch web surfers” altrimenti dovrei cessare ogni pubblicazione.

  3. Non sembra un errore Pier Luca!
    http://tinyurl.com/yu98n6
    Sembra che “coach potato” venga usato come sinonimo di “couch potato” … o è un errore di spelling .. molto comune in inglese .. o si riferisce al coach come a colui che sta in panchina … ma non sarebbe proprio la stessa cosa .. (un allenatore guarda giocare la squadra che ha messo in campo lui stesso … mentre uno che sta seduto a guardare la TV mangiando patatine … guarda solo quello che fanno gli altri).

    Per me nel concetto di “couch potato” c’è il nocciolo del problema … che vorrei indirizzare ampliando la definizione di “accessibilità” … quindi commentando il post precedente a questo … che continuo a rimandare … (sono troppo “emotionally involved”).

    Forse sarebbe meglio che altri commentassero il problema dell’accessibilità … dicendo le cose che vorrei dire io … tipo .. l’aspetto “sociale” dell’accessibilità che si è creato introducendo l’informatica di consumo …

    Una cultura “corretta” permetterebbe di percepire l’informatica come uno strumento come per risolvere problemi .. attraverso un processo di “prova ed errore” …

    L’informatica di consumo invece ha introdotto il mercato delle soluzioni … abituando la gente a cercare “la pappa fatta” .. quindi “diseducandola” completamente.

    Si potrà dire che è stato un male necessario … bisognava metterla alla portata di tutti … ma allora bisogna essere consapevoli del ,, principio d’indeterminazione (ho studiato fisica) … per cui … sapere tutto della posizione di una particella elementare … condanna a sapere niente sapere niente della sua energia …

    A me basterebbe questa semplice considerazione .. per intervenire sul concetto di “accessibilità” e per … cercare di metterne in evidenza i due aspetti … quello tecnico e quello sociale (gli “have nots” … queli che non hanno potuto farsi una cultura informatica corretta … non potranno mai accedere al potenziale del mezzo che usano).

    – luigi

  4. Bel post e bellissime citazioni, ma non si può scendere da Castell a De Biase. Il cui libro è un mucchio di filosofomi, una bufalotta, come diciamo a Parma. Pietro

  5. Caro Pietro,
    Grazie per i, sempre graditi [bando alle ipocrisie], complimenti e bentrovato.
    Ovviamente Castells e De Biase sono su due piani diversi, di fatto comunque il libro che cito rappresenta – a mio avviso – un apprezzabile tentativo di raccogliere e strutturare un raginamento degno di qs nome sul tema.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  6. Caro Luigi,
    La frase ripresa/riportata andava verso il secondo dei significati anche se fondamentalmente il significato effettivamente non cambia.
    Sul resto del tema da te proposto lascio la parola ad altri più competenti di me e resto in ascolto.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  7. @Pierluca … la chiave è in queste frasi .. criptica o volutamente ignorata ? [ generalizzando ]

    (un allenatore guarda giocare la squadra che ha messo in campo lui stesso … mentre uno che sta seduto a guardare la TV mangiando patatine … guarda solo quello che fanno gli altri).

  8. @Luigi …

    Forse sarebbe meglio che altri commentassero il problema dell’accessibilità … dicendo le cose che vorrei dire io … tipo .. l’aspetto “sociale” dell’accessibilità che si è creato introducendo l’informatica di consumo …

    Una cultura “corretta” permetterebbe di percepire l’informatica come uno strumento come per risolvere problemi .. attraverso un processo di “prova ed errore” …

    Il tema accessibilità … mi ha portato nel tempo a veri e propri attriti a livello sociale [blogosfera] sino al punto di chiudere un blog [enetweb.net] … infondo gestire un blog è una forma di comunicazione , ma se questa comunicazione si rivela sterile, tanto vale chiuderlo !!!

    Se ho ripreso l’ attività di blogging è solo perchè stò prendendo parte ad una utopia :-) [ripensare il marketing] da me visto non come marketer, ma come valore aggiunto [sfruttare al massimo le tecnologie disponibili ed allinearsi con il futuro semantic web] se tanto mi dà tanto .. non può che essere positivo nei confronti della discilplina citata da Pierluca [Marketing].

    Come al CERN [cito il cerrn come culla dell’ attuale web] le idee migliori nascevano in pausa pranzo [mensa] … anche questo progetto è potenzialmente favorevole ad un ripensamento del marketing !!!

    In questo caso siamo 4 amici al bar .. ma un buon inizio nei confronti della accessibilità è iniziare a mettere da parte le “cattive” abitudini di editing [articoli] … l’esperienza mi ha insegnato che la chiave del successo è sbagliare, sbagliare e ancora sbagliare …

    Sbagliare è umano , il perseverare diventa diabolico !

    carpe diem

    [Update] Ottimo l’esempio di Maurizio [intelligente provocazione]

    L’utente evoluto è un knowledge worker, knowledge buyer, knowledge blogger, è possibile ancora evitarlo, non è una specie numerosa per il momento.

    RE : facciamo in modo e maniera di essere in tanti !!!

    Mi autoproclamo una spina nel fianco :) chi mi segue?

  9. Il prendere atto che la struttura dell’influenza non ha una forma a piramide ma a diamante sfata molti pregiudizi ancora rintracciabili nel “comunicare la comunicazione” specialmente nel Bel Paese.
    Sono evidenti gli sviluppi virtuosi di una struttura dell’influenza di questo tipo: un diamante ha più facce e più facce vuol dire più creatività, più possibilità, più democrazia.
    Adesso non resta che comunicare queste considerazioni e renderle condivise per sviluppare un vero svolgersi delle potenzialità insite nella many to many communication era!
    A presto,

    L.T.

  10. Enore dice:
    [quote]l’esperienza mi ha insegnato che la chiave del successo è sbagliare, sbagliare e ancora sbagliare …

    Sbagliare è umano , il perseverare diventa diabolico ![/quote]

    Come si fa l’editing di un commento in Word Press ?? Non ho trovato niente che lo racconti a un non WP user.

    La mia motivazione a “influenzare” (per restare in tema) i miei interlocutori sulla citata frase di Enore … è il desiderio di un “over 65” di condividere un’informazione relativa al rapporto tra “sbagliare” e “avere successo”.

    Si tratta di “quel bit” di cultura informatica .. chiamato “Error Recovery” .. che ha dovuto essere sacrificato per mettere sul mercato un’informatica di consumo fatta di “soluzioni”.

    La scelta (obbligata) di confezionare i prodotti informatici come soluzioni ha comportato la diffusione degli help-desk (servizi clienti) gestiti dal fornitore, a scapito del “supporto utenti” gestito dal cliente ..

    La mancanza di un supporto utenti lato cliente non permette la gestione della conoscenza dei propri errori, condanna l’utente a subire gli errori del fornitore, non permette all’utente di capitalizzare la conoscenza …

    Il CERN … comunità dotata di “supporto utenti” .. è un caso di successo basato sulla capacità di gestiore i propri errori … fino al punto di inventare lo strumento (il WEB) che serviva alla comunità e che il mercato dell’offerta non era in grado di rendere disponibile.

    Con quali interlocutori un “over-65” può condividere questo tipo di informazione?

    L’informazione è “accurata” .. lo conferma il fatto che le comunità di utenti come il CERN sono tuttora “alive and kicking” … mentre la maggior parte dei loro fornitori di tecnologia sono scomparsi dalla scena …

    Chi può beneficiare di questa informazione … e quindi esserne influenzato .. nel senso del video proposto da Pier Luca ( http://www.youtube.com/watch?v=E7snb0ACFPE )?

    Ho fatto le 2 .. spero ne sia valsa la pena ;-)

    Luigi

  11. @Luigi un blockquote nella sezione commenti di WordPress ed altre piattaforme che consentono l’inserimento di linguaggio HTML [ marcatori/tags ] lo ottieni editando :

    <blockquote> testo </blockquote>

    Ho citato di proposito il CERN e la pausa pranzo [ perchè è un momento di ricreazione -sociale- ] e mi confermi che il successo del CERN è tutt’ora basato sulla socialità ed altrettanta etica … in sincronia con la ricerca !!! In categoria Web Voyager …ho lasciato delle briciole di pane [ appunti che mi saranno utili … come altrettanto utili agli utenti ] …

    Il CERN … comunità dotata di “supporto utenti” .. è un caso di successo basato sulla capacità di gestiore i propri errori … fino al punto di inventare lo strumento (il WEB) che serviva alla comunità e che il mercato dell’offerta non era in grado di rendere disponibile.

    Con quali interlocutori un “over-65″ può condividere questo tipo di informazione?

    Sono sempre disponibile a dialogare di queste tematiche … e mi troverai affascinato nel seguirle !
    [ che ne dici ? lo formiamo un gruppo di Web Voyager ? ] …

    Se affrontate con il dovuto tatto e “grano salis” … sono convintissimo che potrà affascinare anche gli utenti più giovani, coinvolgendoli [credimi ce ne sono molti che si dedicano alla sperimentazione a cui un tanto di cappello è più che dovuto ] la blogosfera non è il web ! Ne fà solo parte !

    Là fuori c’è un mondo sconfinato che riesce ancora a farmi rimanere senza parole … come altrettanto blogger [che continuo a definire persone]

    La mancanza di un supporto utenti lato cliente non permette la gestione della conoscenza dei propri errori, condanna l’utente a subire gli errori del fornitore, non permette all’utente di capitalizzare la conoscenza …

    Punti di vista … come per il blockquote [sintetizzando] una minima padronanza del linguaggio di programmazione HTML può permettere all’utente di intervenire e correggere ! ma ne parleremo in maniera specifica strada facendo :-)

    Concludendo … un grazie diventa banale … rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci a “the next stop” .

    tanto di cappello … a presto ;)

  12. Continua a sfuggirmi il “bisogno”?

    Che bisogno abbiamo dell’INFLUENZA?

    Ti prego, non voglio fare il BORIOSO, quello che sa già tutto e non ha bisogno di sentire altre campane.

    Ma la mia curiosità (ossessiva) sa indirizzarmi.

    Diciamo che non sento il bisogno dei GURU/INFLUENTI.

    Ho sempre più bisogno di relazioni …..PEER!

    Ciao

  13. Caro Gigi,
    Non credo sia questione di aver bisogno dell’influenza ma semplicemente di prendere atto che esiste.
    I link richiamano alla ricerca effettuata da CNet che evidenzia come i guru/opinion leader siano meno influenti di una volta anche per il passaggio ad una comunicazione many to many.
    Visto che ipso facto siamo influenzati ed il processo di influenza esiste, l’idea è quella di identificare gli items [vd mappa di oggi] e definire le metriche e i parametri – non solo qualitativi – per misurarne gli effetti nella maniera meno empirica possibile.
    Spero di essermi spiegato.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  14. @Pier Luca, Gigi
    Ho commentato il post di Gigi
    http://tinyurl.com/yvuq7e
    per chiedere opinioni sulla mia comprensione del video sulla ricerca CNet (“influenzare” nel senso di “reciprocare”).

    @enore:

    [ che ne dici ? lo formiamo un gruppo di Web Voyager ? ]

    mi giunge nuova questa espressione Web Voyager … provvedo ad aggiornarmi.

    – Luigi

  15. @Luigi non finirai mai di sorprendermi … :-)

    Non affannarti nella ricerca … lo spunto di aprire la categoria Web Voyager proviene dal programma RAI Voyager : ai confini della scienza

    Desideravo virtualizzare un viaggio ai confini del web … un viaggio senza spazio tempo … un contributo alla memoria di massa, in certi casi un vero e proprio vissuto !

    Una delle persone che più ha influenzato il mio work around è Nicola D’Agostino … riesce sempre a coinvolgermi e rendermi partecipe di piccole grandi cose !

    esav

  16. @Luigi, Gigi & Enore: Spero che la mappa realizzata oggi [vd articolo relativo] chiarisca cosa si intende per influenza.
    Un triplice abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  17. @Pierluca … il percorso in molti punti mi è familiare da tempo, chiarissimo !

    Grazie

  18. Pier Luca,
    posso dire di cominciare oggi a studiare…

    La struttura dell’influenza ha una forma a diamante e non piramidale

    Nella mia breve esperienza (e presenza) sul Web come studioso del fenomeno del Corporate Blogging, la sensazione che mi regala questa affermazione (e le successive righe che ne spiegano meglio il senso) e’ molto positiva :)

    Tuttavia, dato che vorrei proseguire con il paragone, mi/ti chiedo: ma agli altri due vertici chi c’e’? Quali personaggi ci sono?

    Potrei immaginare che un vertice possa essere l’Azienda e che, quindi, fino a meta’ diamante si possa parlare di rapporto bidirezionale azienda/consumatori (chiedo scusa se i termini che utilizzo non sono quelli piu’ appropriati)…
    Puo’ essere una buona interpretazione?

    E poi: all’altro vertice chi c’e’?

  19. Caro Marco,

    Probabilmente nella sintesi non sono riuscito a spiegarmi con chiarezza.

    Questa considerazione è stata sottovalutata probabilmente anche per il contenuto potenzialmente minacciante sotto il profilo politico ma sintetizza ottimamente le attuali logiche dei processi e dei drivers dell’influenza.

    Se segui i link contenuti dovrebbe essere più chiaro.

    Resto a tua disposizione per ulteriori approfondimenti.

    Un abbraccio.

    Pier Luca Santoro

  20. @All … permettetemi un appunto

    Ho letto e riletto i commenti a questo articolo, notando con piacere, che i contenuti del video segnalato da Luigi – rispecchiano fedelmente i concetti che il fellow di CNet divulga !

    Non sò voi, ma personalmente riscontro una many to many communication applicata !

    Insieme abbiamo dialogato e attivato un “loop” con un solo fine INFORMAZIONE .. dando spazio a opinioni, collegamenti esterni, collegamenti ad altre discussioni in corso a livello blogosfera, autori … che in pratica si rivela il concetto chiave!
    -positivamente-

    Non fateci caso … mi dò del visionario oltre che essere una spina nel fianco :D

  21. Pier Luca,
    grazie. Ora ho trovato il tempo necessario.
    Interessantissima discussione :)

  22. […] influenza viene esercitata a fini politici, sociali o commerciali – come noto -attraverso la comunicazione di cui i media [i mezzi appunto] sono il primo veicolo d’elezione […]

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