Web Voyager : from web 2.0 to … ? The Neverending Story !

Forse Se ne parla più di quanto se ne usi, e ancora non per tutti è chiaro il concetto di Web 2.0

Altrettanto sono ancora numerosi gli equivoci da sciogliere !

I primi rumors nei confronti del web 2.0 risalgono al 2005 ,  stampa , media, website e  blogosfere [blogger] sono corsi a riempire le proprie pagine di questo termine.

Le origini di questo concetto però risalgono al 2004, durante la preparazione di una conferenza il cui tema era improntato sulla rinascita del fare Web e ristrutturazione dell’intero sistema.

la Web 2.0 conference si svolse dal 5-7 Ottobre 2004 nelle sale congressi del Hotel Nikko in San Francisco .

web 2.0 è un’espressione inventata da Dale Dougherty di O’Reilly Media casa editrice americana specializzata in pubblicazioni riguardanti le nuove tecnologie e Internet, in collaborazione con Craig Line di MediaLive International. [praticamente uno slogan].

web 2.0 : non vuole essere una rivoluzione degli schemi classici del web tradizionale, ne tantomeno un passaggio da una tecnologia all’altra, ma bensì una evoluzione in corso, una seconda versione proiettata verso un qualcosa di nuovo, l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi.

Si parla di mezzi, di strumenti e di servizi,l’accesso a Internet da una serie di dispositivi diversi dal PC, dai cellulari al televisore alla radio e tutto ciò che sfrutterà la tecnologia digitale.

Fenomeni come il blogging, il social networking, la condivisione e la collaborazione online, a livello di sito, servizio o piattaforma hanno avanzato velocemente. Il filo conduttore, infatti, del web 2.0 è proprio la collaborazione e la condivisione, l’interazione sociale, culturale e professionale realizzata grazie alla tecnologia.

Il web 2.0 non è l’evoluzione di una tecnologia, come detto, ma poggia su una base tecnologica in continua evoluzione. In particolare, le tecnologie alla base del web 2.0 sono:

XML o eXtensible Markup Language – API o Application Program Interface – Web ServicesAJAX o Asynchronous JavaScript and XML.

Grazie all’uso di queste tecnologie e alle loro combinazioni, sono possibili servizi integrati che sfruttano singole applicazioni da diversi siti web. Piena possibilità di comunicazione e interazione tra i vari siti e servizi, sviluppati o utilizzati in modalità condivisa e collaborativa.

esempi : Collaborare e condividere
Il nuovo elemento collaborativo del web 2.0 trova la sua piena espressione negli strumenti di comunicazione pura, come i wiki e i weblog.

Il modello gerarchico del sapere, espresso dalle enciclopedie generaliste o tematiche, sta tramontando rapidamente.

Ad affermarsi è invece il modello condiviso, per cui gli utenti costruiscono insieme l’enciclopedia, raggruppando liberamente e gratuitamente saperi e competenze diverse, al servizio di altri utenti. È Wikipedia !

L’esempio da seguire, allo stesso modo, la presenza privata online [i vecchi siti personali], ha lasciato spazio al fenomeno dei weblog, più semplici da realizzare e gestire, e più immediati in termini di comunicazione. Talmente immediati che i professionisti della comunicazione non vi rinunciano.

techno-utopie : Un web usercentrico – Il sito personale diventa dinamico e user-friendly: nasce il weblog, nascono i servizi sociali il vantaggio c’è, è tecnico e dovrebbe essere per tutti.

 understanding web 2.0 

Understanding Web 2.0

Ma non tutti gli individui contribuiscono in prima persona ai processi collettivi ;  spesso solo un’esigua minoranza determina i comportamenti di una grande maggioranza silente e inattiva.

Secondo la regola dell’1% o “1:10:89”, su 100 utenti di una piattaforma ad architettura partecipativa solo 1 contribuisce attivamente con propri contenuti ; 10 partecipano di tanto in tanto alle attività minime della vita di community [commento, ranking, tagging]; i restanti 89 fruiscono passivamente. […]

[read more : Apogeo – È davvero collettiva l’intelligenza del web 2.0? di Nicola Bruno]

D’obbligo è un riferimento al cosiddetto web 2.0, tanto osannato quanto criticato :

Robert Cailliau, co-inventore con Tim Berners-Lee del web, parla dei primi 17 anni di vita della rete. Critica, a sorpresa, Wikipedia, e il web 2.0.

“Wikipedia incarna ciò che non avremmo voluto che diventasse il web”.

“Non ha senso creare un’enciclopedia in cui vengono accentrate le informazioni, poiché la rete tutta è un’enciclopedia. Concentrare le fonti è contrario all’idea stessa di web”.

“Il web 2.0 non esiste, si tratta solo di un uso sociale della rete, ma non è una novità. Fin dal primo giorno, la rete è nata con l’obiettivo di mettere in condivisione contenuti e in contatto persone. Semplicemente, ora è più facile farlo”.

Nessuna innovazione tecnologica, perché non siamo di fronte a una tecnologia, ma la diffusione di interconnessioni, che è proprio delle strutture a rete. È possibile diffondere l’informazione, la conoscenza e, addirittura, produrre saggezza” […] [Robert Cailliau]

[via : visionpost.it]

L’ utopia di un uomo :

The power of the Web is in its universality. Access by everyone regardless of disability is an essential aspect 

[Tim Berners-Lee : co-inventore del World Wide Web]

Anche in questo caso pur volendo essere ottimisti [buoni] piu del 50% degli attuali documenti/contenuti/servizi on line, in particolar modo “user-generated” [contenuti generati dagli utenti] risultano un vero è proprio ex muro di Berlino –archielettronico- , ciò non consente agli utenti diversamente abili di partecipare alle varie attività sociali e di vivere in piena autonomia la rete !!!

Mettendo una mano sulla coscienza bisogna dire che la condivisione dei contenuti non sempre corrisponde alla conoscenza e l’accessibilità a tali contenuti non è certo ancora appannaggio di tutti: il technology divide esiste !

Il futuro : … dove stiamo andando ?

I have a dream “semantic web” [1999]

“I have a dream for the Web in which computers become capable of analyzing all the data on the Web – the content, links, and transactions between people and computers.

A ‘Semantic Web’, which should make this possible, has yet to emerge, but when it does, the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The ‘intelligent agents’ people have touted for ages will finally materialize”.

[Tim Berners Lee] … e quelle proiezioni si rivelano il futuro prossimo.

semantic web : code name – web release 3.0 !

“Il web semantico è un’estensione del web di oggi, in cui all’informazione viene dato un preciso significato, permettendo ai computer ed alle persone di lavorare in cooperazione.”

Approcci al web semantico : websemantico.org by Pasquale Popolizio

 Tim Berners-Lee talk about semantic web

Tim Berners-Lee : talk about semantic web

to be continued …

 

2 Risposte

  1. Caro Enore,
    ………………..articolo divulgativo di facile comprensione anche a chi non è tecnico come il sottoscritto. Si capisce che è scritto da un tecnico e fornisce gli spunti – link – per approfondire da parte di chi lo desidera. Affronta molti argomenti insieme e dunque ne traccia pillole di ciascuno. Come c’è scritto ………to be continued.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  2. @Pierluca .. grazie ! sicuramente è un argomento da continuare, trattasi di mirrors presi dal web, nei prossimi appuntamenti farò largo uso della “macchina del tempo” perchè è importante [IMHO] capire e rendersi conto da dove veniamo .. per definire con chiarezza il “dove stiamo andando” !

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