E – Fluentials ask for respect and trasparency

Burson Mastellers ha reso pubblici gratuitamente [a proposito di “donate” ed influenza] i principali risultati della ricerca effettuata nel luglio 2007 sulla percezione dell’opera di coloro che vengono romanticamente definiti “web angels” e del “web evangelism” in generale. Termini presi a prestito dalle teorie di diffusione della religione su internet che però in realtà, come le evidenze raccolte sembrano dimostrare, ha assunto il significato di omonimia con il più noto termine “fake”.

La ricerca è stata condotta on line su un campione rappresentativo dell’universo di mille rispondenti, 150 dei quali sono stati identificati come e-fluentials.

Alcuni risultati confermano fondamentalmente gli esiti di ricerche precedenti approfondendo però la parte relativa alla percezione di operazioni di diffusione di informazioni da parte di “brand advocates” e sul comportamento che ne deriva da questa percezione.

Arriviamo subito alla conclusione di sintesi dei risultati della survey per poi, applicando la tanto da me prediletta “tecnica del gambero“©, commentare alcuni aspetti di rilevanza che sembrano emergere.

La maggior parte degli e-fluentials sono molto meno propensi ad acquistare un prodotto/servizio quando nutrono il sospetto che ci sia un professionista a pagamento dietro a commenti ed opinioni all’interno di blog e del web in generale.

Oltre alla consapevolezza crescente di questo fenomeno che viene descritta nel grafico di sintesi sottoriportato è il sotterfugio che crea sospetto e cinismo nei confronti di questo tipo di operazioni generando così fastidio ed, in ultima analisi, rifiuto nei confronti del prodotto e/o della marca.

efluentials-1.jpg

Ad azione, come sempre avviene, corrisponde reazione; in questo caso, come abbiamo già accennato, negativa.

A fronte del sospetto di non trasparenza la cautela e le barriere si innalzano nei comportamenti generali ed ancorpiù in quelli degli opinion leaders.

Altro elemento d’interesse è fornito dalla consapevolezza ma anche dal piacere di avere capacità di influenza da parte degli stessi che richiedono fondamentalmente rispetto.

efluentials-2.jpg

Le chiavi di volta nella capacità strategica d’impresa di connettersi efficacemente con i consumatori sono dunque fondamentalmente trasparenza e rispetto.

Sarà un percorso ancora lungo e difficile per la maggioranza delle imprese abituate storicamente a comunicazione monodirezionale, segreti aziendali e complessivo predominio dell’industria sul consumatore ma è certamente l’unica via percorribile.

Dal web 2.0 adesso il percorso è arrivare all’impresa 2.0, il resto è mera tattica.

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